Sport

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Era un uomo sportivo. La sua specialità era il salto: salto in lungo, salto in alto, non faceva differenza. Si era allenato a lungo, saltando il pranzo, saltando la cena, spesso entrambi.

Il salto della colazione o della merenda neanche lo contava: puro riscaldamento. Si era allenato così bene che anche ora, passati i settanta -e non sapeva come ci fosse arrivato- gli riusciva benissimo.

Certo, come ogni sport, anche questo richiedeva sacrificio e dedizione ma anche a quello era abituato e non è, poi, che avesse molte alternative. A volte poteva scegliere e fra fare la spesa e comprare magari un libro, sceglieva sempre la seconda opzione perché – si diceva – Non di solo pane vive l’uomo.

E, in fondo, mangiare avrebbe rovinato la sua routine, cosa fondamentale per uno sportivo. Il fisico lo accompagnava: secco e asciutto come un ragazzino. Da dove tirasse la forza, l’energia, era per tutti un mistero. Anche per lui.

Già da un po’, con costanza ed impegno, si preparava al gran salto finale. Un salto in alto questa volta, un salto da record. Quel giorno si sentiva pronto, raccolse tutte le sue forze – si fa per dire – inspirò profondamente, il cuore prese la rincorsa e. Si ritrovò nell’aria, oltre le nuvole, al di sopra di ogni cosa. Campione.

Foto di Jill Wellington da Pixabay

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