Sierra Leone, il coraggio di scegliere il sogno della vita

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“Cosa posso fare per lei, signora? “. Una voce corposa e un tono rassicurante destarono Sofia che aveva la vista offuscata dal bagliore del tessuto pregiatissimo di un abito da sposa.  Era nell’atelier  più prestigioso di Bari. La commessa dall’aria fresca era vestita elegantemente con orecchini di perle grigie e un tailleur blue. Su di un paio di décolleté a mezzo tacco, era pronta ad assecondare le richieste di ogni sposa. Anche quelle più estrose o assurde non in linea con i gusti sofisticati e sobri della capo stilista. Sofia appariva disorientata ma affascinata dalle danze dei tessuti sui manichini. ” Stavo dando un’occhiata. Mi scusi, tornerò con più calma nei prossimi giorni. Ora devo andare”.

Mentre salutava la commessa, Sofia aprì velocemente la porta dell’ atelier e si allontanò a passo svelto. Raggiunse una panchina dove trovò posto per più di mezz’ora. E intanto, accarezzata da un sole tiepido di marzo, si immaginava stretta nell’ abito dei suoi sogni mentre avanzava nel salone delle cerimonie di una villa antica tra centinaia di invitati. Con un bouquet di peonie e fili rosa. I capelli raccolti da un grande fermaglio. Ad attenderla il suo fidanzato Daniele.

Ma i pensieri sul matrimonio pesavano ed ingombravano la sua testa. Non come un sogno che preannuncia fiducioso la sua piena realizzazione, ma come un tormento. Quello che devasta e consuma.
Il cellulare di Sofia iniziò a suonare. Con gli occhi pieni di lacrime, lo individuò nella sua borsetta e verificò la chiamata in entrata. “Daniele che
succede? ” rispose  ricoponendosi.
“Sofia ti sto aspettando. Sono al Dream bar”.
Sofia riprese la borsa e attese il passaggio dell’autobus di linea. Arrivò al bar e con una breve occhiata trovò Daniele e si avvicinò senza salutare:”Allora- chiese Sofia, spalancando gli occhi ancora lucidi- hai fatto il colloquio?”.
“No! Non mi sono presentato” esordì Daniele fissandola.
“Perché non lo hai fatto? Sei un’irresponsabile! Ma come hai potuto fare una cosa simile? Il direttore ti avrebbe sicuramente dato una possibilità. E tu invece non ti presenti?!”. Il tono di Sofia si faceva sempre più duro  e i suoi occhi si riempivano di ira. Le guance rosse e Le mani sudate.

Poi un’incontrollabile ferocia attraversava le sue parole ” Senza un lavoro come potremo mai sposarci? Come? Sei un medico e non sei stato  capace di aprirti uno studio! Hai davanti a te una professione d’eccellenza e tu? Tu non ti presenti al colloquio con il direttore della clinica più importante di Bari?! Sarebbe stato il top lavorare lì, il posto più ambito ed importante della città! E tu? Tu non vai neppure al colloquio che ti ho organizzato da due mesi???
Il matrimonio?- ormai senza freni Sofia inveiva contro Daniele, mentre gli altri clienti del bar in imbarazzo assistevano alla scena- Il sogno di una vita e tu sei stato in grado di strapparmelo via. Sono anni che ti aspetto e mai un briciolo di solidità! Che futuro vuoi offrirmi? Dovremo ancora rimandare le nozze, ma ti rendi conto?”

Daniele si alzò spostando dolcemente la sedia. Poi le disse in maniera composta:” Ma perché tu pensi davvero che io voglia sposarti? Mi spiace contessa, ma non sarei davvero capace di essere alla tua altezza. Ora, scusami ma devo andare. Questa sera ho il primo step del percorso formativo che aspetto da una vita. Sono certo che in Sierra Leone con Emergency potrò forse offrire qualcosa a chi ne ha sicuramente più bisogno di te. È il sogno di una vita e per me è questo il top!”. Daniele si allontanò dal bar e Sofia, ancora stordita da quella rivelazione, riuscì solamente a scagliare con rabbia un bicchiere a terra, senza aprire bocca e senza staccarsi dalla sedia.

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