Amalia, ogni domenica

Tempo di lettura: 4 Minuti

La sera giungeva così rapidamente e per Amalia il tempo era sempre poco o non sufficiente per completare i suoi impegni. Ma non era mai stanca. Impacchettava amore, Amalia. Ma nessuno lo sapeva. Ogni giorno, lavorava in un supermercato, al mattino, prima che venissero alzare le saracinesche, come addetta alle pulizie. In 3 ore circa doveva pulire per bene i servizi igienici, i locali del magazzino, poi gli uffici e come ultimo tutto il locale vendita. Dopo anni di esperienza aveva imparato tutte le tecniche per velocizzare e fare bene. Ottimizzare ogni movimento per portare a termine i suoi compiti in maniera impeccabile. Ogni passo non finiva a vuoto. Di lei, ormai si fidavano in maniera cieca i datori di lavoro. Non appariva mai pensierosa, ma fresca e sorridente. Sempre disponibile a fare di più senza stare a lamentarsi. Era riuscita a conquistarsi anche la possibilità di lavorare e vivere direttamente a casa loro, nella grande villa di famiglia, dove Amalia prestava servizio come collaboratrice domestica e poi tata per i 3 bambini nel pomeriggio. Tempo libero ne aveva davvero pochissimo. La domenica pomeriggio era il vero momento di relax senza impegni. Durante la settimana terminava di lavorare sempre alle 22.20. I suoi datori di lavoro rientravano a casa alle 20.20, cenavano tutti insieme e poi Amalia puliva la cucina ed avviava il pranzo per il giorno seguente. Aiutava poi a sistemare i bambini a letto. Amalia non aveva mai avuto un fidanzato e neppure lo aveva mai cercato benché fosse una donna interessante e piacevole. Come famiglia invece le restava una zia molto avanti con gli anni e alcuni cugini che però Amalia riusciva a vedere molto raramente. I rapporti erano estremamente ridotti. Ma Amalia aveva tanti amici. Li aveva trovati da circa un anno in una struttura che si trovava a circa 30 km da casa sua. Una casa di riposo che ospitava 15 anziani degenti. La maggior parte dei quali, soli….completamente soli. Senza più parenti o amici. Alcuni invece ricevevano visite dei familiari con assiduità. Amalia, aspettava ogni domenica pomeriggio per prendere la sua auto ed arrivare lassù. Era sita in una zona di montagna quella struttura. A volta c’era la neve. D’estate invece la frescura impagabile della montagna. Un piazzale molto grande ma parcheggi sempre liberi. Lo scenario suggestivo all’ingresso. Il giardino curato e panchine. Un ruscello e il delicato suono dello zampillare di una fontana. Amalia apriva il portabagagli e scaricava le buste piene di pacchettini. All’ingresso un cenno di saluto al portiere di turno che la aiutava poi a portare nell’atrio quelle cose. Il suo primo momento di quel pomeriggio domenicale era dedicato ai saluti a tutti i suoi amici degenti. Per ognuno di loro un abbraccio e un sorriso così pieno. Poi Amalia consegnava il regalino ad ognuno di loro. Rigorosamente impacchettato con la coccarda colorata. Ormai conosceva più che bene i gusti di tutti. I sudoku e le parole crociate, poi album da disegno e colori, anche le tempere o i pastelli. I pennelli, le penne, le matite. I cioccolatini, le ciambelle al vino rosso. Succhi di frutta, le prugne secche e le amate noccioline. Asciugamani e tovagliette, grembiule per una nonnina amante della biancheria. Gli occhiali da sole ma anche lenti per la lettura, le saponette profumate e i libri. E poi i periodici o settimanali. I dvd e poi album con le figurine, perché come diceva sempre lei, da anziani si torna un po’ bambini. Ma anche tanto altro necessario che ormai tutti sapevano di poterlo chiedere ad Amalia. La somma che guadagnava con il lavoro era per una buona parte impegnata per questi acquisti per i suoi amici. Amalia era felice di poter vivere con poco e nonostante tante difficoltà, amava accontentarsi. Amava privarsi del superfluo e a volte anche dell’indispensabile. Anche il personale sanitario della clinica aveva ormai imparato a conoscere Amalia, ma c’era sempre qualcuno che si chiedeva, sporcando inesorabilmente la sua bontà, del perché dei suoi gesti carichi di amore, ipotizzando addirittura un fine di lucro. Un giorno fu il direttore stesso della struttura a chiedere di lei, incuriosito profondamente dal suo agire. Ebbero un lungo colloquio al termine del quale, lui, le propose di lavorare come animatrice in quei reparti ogni domenica pomeriggio “Non dovrà fare nulla – concluse l’uomo- nessun impegno, signora Amalia! Quello che già fa per loro, ma almeno un riconoscimento, una soddisfazione, come si usa dire. No?! Il compenso poi è una somma più che allettante! Non le pare? Per arrotondare anche il suo stipendio”. Ma la risposta di Amalia fu precisa e senza sfumature. “Carissimo direttore, la vostra sensibilità è grande ma io ho già un lavoro che mi è sufficiente a vivere. Non sono una donna facoltosa e non ho mai conosciuto ricchezze materiali. E non ho interesse a trovare una soddisfazione, come dice lei. Qui c’è la mia famiglia. Loro sanno di me, io so di loro e, se non trova disturbo, propongo di venire a trovare questi miei vecchietti anche il sabato pomeriggio, visto che i miei datori di lavoro mi hanno concesso un altro turno di riposo settimanale”. Il direttore accennò un sorriso e le disse alzandosi dalla poltrona “Amalia, mi conceda l’onore di stringerle la mano!”
Amalia concluse ” Onorata sono io”. Poi si avvicinò alla porta e con un cenno di saluto disse “a sabato!”.

Rispondi