Il paese della lettura

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Il castello federiciano si staglia contro il cielo dei Monti Dauni come una fortezza inespugnabile. Una catena ininterrotta di case di pietra, scale e vicoli costruiscono l’immagine suggestiva di Sant’Agata di Puglia.
La passione per la lettura ha trasformato il borgo in un paradiso per tutti gli appassionati di letteratura.

Il circolo dei lettori santagatesi, meglio noto come circolo Kelvin 310 (scopri perché si chiama così), ha dato vita ad una iniziativa particolarissima che ha avuto una certa risonanza. Ne parliamo con uno dei fondatori del circolo, il giornalista Rosario Brescia.

A Sant’Agata di Puglia è stata realizzata una iniziativa molto interessante che sembra un invito alla lettura, partendo da una cabina telefonica. Di cosa si tratta?

Abbiamo realizzato una “bibliocabina“, Una piccola biblioteca a disposizione di tutti realizzata in una cabina telefonica. Una delle più moderne installate dalla Telecom. Ad un certo punto, come è avvenuto in tutte le altre città italiane abbiamo letto l’avviso che la struttura e il telefono sarebbero stati rimossi entro una certa data. La cabina telefonica in sé, con quel colore rosso e quel vetro scuro, aveva avuto un forte impatto con l’estetica del paese e della piazza in particolare. Non si poteva certo dire che fosse bella, ma comunque aveva fatto parte della nostra storia e in quel momento, leggendo quell’avviso, ci è venuta in mente un’idea. Da tempo nella mente del circolo lettori santagatesi, di cui faccio parte, frullava l’idea di dare continuità al bookcrossing e volevamo creare un punto di scambio. Cercavamo il modo e il pretesto per partire anche perché proprio in quel periodo avevamo appena aderito con il Comune di Sant’Agata di Puglia al “borgo della lettura“, iniziativa promossa da due giovanissimi di Campobasso e siamo stati il primo Comune della Puglia ad aderire. Tutto è avvenuto partendo dall’intuizione di recuperare la cabina. Abbiamo chiesto di poter conservare la struttura e ci hanno detto che la richiesta doveva essere fatta dal Comune. L’amministrazione si è detta subito disponibile e siamo partiti. La ex cabina telefonica è stata restaurata, l’abbiamo arredata con delle cassettine della frutta decorate, il Comune si è preoccupato di allacciare la corrente elettrica e noi l’abbiamo arricchita di decine di libri. All’interno della bibliocabina si trovano gli avvisi che sono una sorta di istruzioni per l’uso. I libri sono a disposizione di chiunque voglia leggerli e chiunque può lasciare un libro. I testi inseriti dal circolo sono tutti registrati con un codice al sito internazionale di bookcrossing.

Come hanno reagito i cittadini?

Si sono avvicinati in modo molto curioso, da quel poco che sono riuscito a vedere su internet mi pare che siano pochi gli esperimenti di questo tipo. Di solito lo spazio per il bookcrossing è all’interno di attività commerciali, invece, la bibliocabina è sempre aperta per chiunque voglia leggere. Regaliamo i libri con molto piacere, dietro questo gesto c’è un atto d’amore, chi ama libri e ama leggere sa che privarsi dei libri propri è difficile soprattutto dal punto di vista sentimentale. Invece, noi abbiamo voluto donare e ci siamo arricchiti. In paese hanno reagito con molta curiosità, anzi siamo noi che siamo rimasti incuriositi dallo scoprire tanto interesse per la nostra iniziativa. Siamo stati contattati da giornali, televisioni e radio. E questo ci ha spinto ad andare avanti. Abbiamo creato la bibliocantina all’interno del castello utilizzando un enorme tino. E ora è nostra intenzione proporre al Comune di riutilizzare le tre pensiline delle fermate dei bus per creare anche lì dei punti di raccolta del bookcrossing. Forse siamo stati dei pionieri in questa iniziativa però non è questo che conta, ma il riuscire a mantenere viva in noi la voglia di sognare. La nostra idea è quella di riuscire a creare qualcosa. In quella cabina per i venti anni che è stata in funzione chissà quante storie saranno passate per il filo del telefono. Il taglio netto che la tecnologia ha dato alle cabine telefoniche ha interrotto anche tanti sogni che adesso passano per altre vie. Siamo felici anche per essere riusciti a veicolare in altro modo quei sogni che una volta passavano lungo i fili del telefono. Adesso li facciamo rivivere attraverso le pagine. Oggi abbiamo l’opportunità di dare una casa ai sogni. Noi in una ex cabina telefonica abbiamo visto la grandezza del sogno.

Perciò se passate per Sant’Agata di Puglia, oltre a visitare il castello, le chiese, a smarrirvi tra i vicoli e a farvi travolgere piacevolmente dal senso di ospitalità, fermatevi in piazza ed entrate nella bibliocabina. Scegliete un libro a vostro piacimento, fate che sia compagno del vostro viaggio e se vi capita portate in dono altri libri, affidateli alla ex cabina del telefono, liberete altri sogni e altre storie.

foto e testi di Paola Caramadre e Antonio Nardelli

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