Un ricordo d’amore

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A volte i pensieri li porta il vento.

E se ti scrivo lo faccio anche per evadere. Uscire dalla stanza aiuta a cambiare idea su questo mondo e sul motivo che ci ha portato in questa terra.

Ho bisogno di parlare con qualcuno e non è indifferente con chi, perché ascoltare è un’arte difficile come essere a disposizione e presente nel pensiero.

A volte credo di non sapere e di non aver capito nulla, ma di cose ne ho scoperte tante.

Sono molte quelle che ignoro e che mi confondono, per questo credo di essere niente o quasi.

In realtà indagando scopro l’importanza di vivere, e più sono disposto a smettere di farlo, più mi allontano dal senso che per questo mio fuggire mi trattiene allo stesso banco dove apprendere la lezione.

Sono le mie azioni a determinare il futuro, i miei pensieri a tracciarne i confini.

Quando ti scrivo lo faccio anche per stupirti. Vorrei sembrarti un tocco migliore di come sono stato e credo che ogni nuova frase possa portarti un nuovo sorriso, così, se non posso illuminare il mio volto, potrò accendere le tue labbra che in un semplice movimento spontaneo racchiudono tutto il segreto della seduzione.

Occhi spalancati e bocca rossa increspata come fosse la cresta di un’onda, di un’eco che assapora parole pescate tra le mie frasi.

E se tempesta mi provochi, acquietare tutti i brividi che mi attraversano è senso di equilibrio da cui fuggo con emozione per incontrarti nuovamente, e al nostro distacco poi placare come il sereno dopo la burrasca.

Stupisco semplice di un gesto. Non trovo banale parlarne o riassumere tutto in un semplice grazie. E ridere, ridere anche dopo una lacrima di dissapore, di dolore e di smarrimento. Scherzare
di tutto e specialmente di ciò che ritengo sacrosanto. Discutere confrontando la bassa e l’alta marea, la luna con il sole, il poco spazio che credo di avere e l’infinito universo di rabbia, caos, paure, luci
lontane immerse nell’oscuro.

A volte vorrei scriverti, ma ritengo ingiusto farlo, come fosse violare un’intimità che non mi sono guadagnato e temo di invadere rozzamente la tua vita dispensando consigli sbagliati e sorrisi fuori
tempo, non richiesti e per questo strampalati.

Come può stonare una frase pronunciata male o con voce troppo fioca per essere udita a questa distanza.

E se per diluire i miei stati d’animo a volte mi costringo a disperdere tutto, allora il tempo mi sembra sciogliersi dalle dita di mani abbandonate lungo i fianchi che non possono, così inermi, ricomporre melodia di parole che raggiungano le tue labbra con tutti quei baci e quei sorrisi che un tempo sognavo e promettevo… ti avrei saputo regalare.

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