Un cimitero per due

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“Perché l’hai fatto?” chiese Catherine rammaricata. Victor abbassò lo sguardo e non rispose. Lei continuò, aveva parecchi dubbi da chiarire: “Avresti potuto farmi la corte, magari ci sarei pure stata, sei un bel ragazzo. Ma era proprio necessario tutto quel casino? Non ti piaceva la musica che stavano suonando per caso?”

Il sole filtrava tra i cipressi del piccolo cimitero. Un timido raggio illuminava la lapide in travertino bocciardato di una tomba interamente ricoperta da fiori. La foto immortalava una splendida e sorridente venticinquenne. Catherine era tra le vittime del Bataclan. Il corpo di Victor, uno degli attentatori, era ancora presso l’istituto parigino di medicina legale in attesa che le autorità trovassero un luogo dove seppellirlo. Era cittadino francese anche lui, aveva vissuto con la sua famiglia non molto distante dalle vittime. Per questo era stato proposto lo stesso cimitero in cui riposava Catherine.

“Non possiamo stare insieme qui” disse Catherine. “Perché no? La morte ci accomuna”, finalmente Victor parlò. “Ci accomuna la morte, ma ci divide la strada per arrivarci. Per me non sarebbe un problema, ma è giusto che ognuno pianga i suoi morti. Allora, me lo dici? Perché l’hai fatto?” Victor alzò lo sguardo, guardò la sua nuova amica e disse: “Non ce l’ho con te…tu non puoi capire”. Già, ma nessuno può capire, non c’è un perché, succede e basta. Vittima e carnefice insieme, spesso senza che sia così netta la linea di demarcazione tra i due. E nel mezzo gli altri a giudicare cosa sia giusto e cosa invece sbagliato. Il male e il bene vivono a braccetto, nella vita di tutti i giorni. “Oramai noi non possiamo fare più danni, a quello pensano i vivi. Ma la tua tomba non può stare qui. Noi avremo l’eternità per chiarirci ma gli altri, a cominciare da quei due poveretti di mamma e papà, non potrebbero mai capire”.

Il sindaco, in accordo con i suoi colleghi dei paesi limitrofi, fece sistemare la salma di Victor presso un altro cimitero. Evitò così l’imbarazzo e il flusso di fanatici che si sarebbero recati in pellegrinaggio presso la tomba del loro eroe. I genitori di Catherine potettero così piangere indisturbati la loro figlia, ogni giorno, nel silenzio che attenua il dolore.

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