Per le piazze di Roma

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di Paola Lombardi

Quando ha risposto al telefono non si aspettava di dover iniziare una nuova storia.

“Pronto? Cercavo Anna”.

“Sono io. Chi è”.

“Sono un amico di Enrico. Dovrei venire a Roma e mi ha detto Enrico che avrei potuto rivolgermi a te per la logistica”.

Anna era esterrefatta. Non le piaceva il tono di voce, la sicurezza che emanava. E poi come si permetteva di darle del tu? Ma Enrico era un suo caro amico e poi lei non era mai stata capace di dire di no o di far valere le proprie ragioni. Ingoiò il rospo e replicò all’interlocutore: ” Mi dica come posso aiutarla”.

” Non conosco la città, vengo per lavoro e vorrei chiederle un po’ del suo tempo per visitare qualche monumento”.

“Va bene”. E in Anna iniziò a nascere l’idea dell’itinerario di viaggio. Lo sperimentò più volte in attesa dell’arrivo dello sconosciuto turista. Percorse piazza Navona e piazza di Spagna meravigliandosi lei stessa della maestosità di Roma. Poi attese la telefonata dello sconosciuto amico di Enrico. Il giorno previsto non andò nemmeno al lavoro in attesa. Andò dal parrucchiere addirittura. E aspettò. Alle 20 la telefonata non era ancora arrivata. Alle 21 decise di fare per la prima volta il primo passo e chiamò lo sconosciuto.

“Pronto? Sono Anna l’amica di Enrico. La stavo aspettando”.

“Ah sì Anna. Ah mi dispiace dovremo rinviare. Sono con dei colleghi. Siamo a piazza Navona. È bellissima Roma. Una città bellissima. Aveva ragione. Ci vedremo un’altra volta”.

Anna riattaccò. Si guardò nello specchio e si diede della stupida. Si struccò e si mise a letto.

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