Palazzi pericolanti

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Un nugolo di ragazzini corre nella piazza arroventata dal sole. La corsa caotica, seguendo traiettorie inventate, solleva polvere e calore tutt’intorno. La città appare svuotata e deserta e quei bambini che giocano potrebbero apparire come superstiti di una catastrofe. Invece sono vivi, testimoni di un tempo destinato a scomparire. Sono come l’anteprima di un film in bianco e nero. Sono gli ultimi esemplari di un mondo che si estingue alla velocità della luce. Tra un anno questa piazza sarà invasa di auto parcheggiate, sarà piena di smog e di esseri umani brulicanti. Tra dieci anni sarà un paesaggio antropizzato come un altro. Non ci saranno bambini vocianti.

Tra un anno inizieranno i lavori. I terreni sono stati acquistati. I progetti approvati. I palazzi al centro del quartiere sono stati valutati pericolanti e quindi nessuno potrà opporsi se verranno abbattuti. Non ha importanza che in questi palazzi con vaghi echi liberty ci sia un’anima, ci sia annidata una porzione piccolissima di storia. Non ha alcuna importanza. I palazzi crolleranno sotto i colpi delle ruspe. Il progetto prevede un colosso di vetro e ferro. Una struttura enorme, moderna nella quale si specchierà la povertà del quartiere. La chiesa sarà risparmiata ma verrà grottescamente inglobata con le sue pareti annerite dal fumo e dal tempo e prima o poi cederà, si arrenderà e diventerà un giardino. Il tempo non risparmierà nulla. L’enorme nave di ferro e vetro che approderà nel cuore del rione ospiterà negozi, cinema e ristoranti etnici.

Il nugolo di bambini corre e strepita. Spavaldi i ragazzini si muovono come stormi al tintinnio del tram in arrivo. Tra un anno non ci saranno. Tra un anno andremo a comprare il cibo in piena notte, tra qualche anno saremo come turisti alla ricerca di un monumento inabissato.
L’odore fragrante del pane che improvvisamente si irradia da un caseggiato basso con l’intonaco screpolato è un filo sottile che tesse l’identità del quartiere. Tra un anno sarà un odore confuso e mescolato a molti altri. I ragazzini ridono e si guardano intorno sornioni come gatti che cacciano in pieno giorno.

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