Omar tra le stelle del cielo

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Cammina in fretta, con le mani in tasca e lo sguardo rivolto a terra. Sembra che abbia un appuntamento. Qualcuno, vedendolo passare così intento nei suoi pensieri, lo deride, ma a voce bassa. Perché Omar è così, la sua vita è semplice, ma le sue preoccupazioni sono notevoli. Ogni cosa è motivo di ansia per Omar. Andare al bar a prendere un caffè è un motivo di ansia, ad esempio. Quante volte sarà arrivato davanti al locale con l’intenzione di entrare e poi, tirando un calcio ad un immaginario sassolino, sarà tornato indietro? Forse troppe volte. Perché Omar è così.

La vita gli è sfuggita di mano e adesso è una sequenza infinita di pensieri ossessivi. Omar è spesso triste e del genere umano non si fida proprio. A volte, ha paura delle persone che incontra. Altre volte, sono le persone che incontra ad avere paura di lui. La diffidenza reciproca tra Omar e il resto dell’umanità ha amplificato la sua solitudine. Per questo guarda la strada senza guardare chi incontra. Cammina spedito, con le mani in tasca e lo sguardo rivolto a terra. “Dove vai di corsa?”, sogghigna qualcuno davanti al bar. Omar non si lascia distrarre. Non reagisce e cammina. Cammina verso la montagna. Tutte le sere, ma non alla stessa ora, si avvia verso la montagna che sovrasta il paese in cui vive. Qualche volta, qualche ragazzo del paese lo segue per vedere dove vada con tanta fretta. Non va da nessuna parte.
C’è una radura, prima che la salita diventi troppo ripida, dalla quale non si vede nulla se non il cielo. Omar si ferma lì, c’è una roccia piatta tra tutte le altre che Omar usa come sedile.

Arriva di gran fretta, raggiunta la radura si arresta all’improvviso. Si guarda intorno con fare sospettoso, cerca a tentoni la sua pietra e si siede. Tiene le ginocchia piegate e le circonda con le braccia. Guarda il cielo. Sorride e guarda il cielo. Scruta le stelle. Omar è convinto che su una di quelle stelle ci sia un altro Omar che, come lui, lo stia guardando. E’ convinto che tra le stelle ci sia qualcuno che possa capirlo e allora parla. Racconta i suoi pensieri, le sue angosce. Parla e spiega ad un immaginario Omar, che vive tra le stelle, la vita del reale Omar che vive sulla terra. E sorride felice, mentre parla, perché sa di essere compreso.

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