Liberi di essere se stessi

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di Paola Lombardi

Vero, falso. Giusto, sbagliato. Grande, piccolo. Alto, basso. Vicino, lontano. Io, tu. Moderno, antico. Forte, debole. Maggioranza, minoranza.

Categorie. Siamo circondati da categorie, siamo imbrigliati nelle categorie. Siamo, non siamo. Siamo davvero noi stessi quando parliamo? Esprimiamo davvero i nostri pensieri? Oppure cerchiamo di dire quello che gli altri vogliono ascoltare? Abbiamo davvero il coraggio di guardarci negli occhi e dire “io sono io“?

Devo, posso. Devo. Una falange armata di doveri che ci stringe d’assedio, ci tiene prigionieri e i ‘voglio’? Cosa voglio realmente? Cosa vogliamo oltre le immagini della pubblicità? Non voglio niente che non sia di moda. Anzi, non voglio niente che sia di moda. E non sono queste altre gabbie? Corriamo tutti verso il progresso, verso il domani senza vedere nient’altro che gli appuntamenti sull’agenda elettronica. La stanchezza ci divora. Il presente ci ingabbia. Oggi, oggi, oggi. Infiniti oggi protesi verso domani immaginari nei quali programmiamo tutto, sfiniti da mille impegni non necessari.

E le persone? Chi conosciamo davvero? Di chi possiamo fidarci? Chi sono i nostri compagni? Dove sono quando si lasciano assorbire dallo schermo del loro smartphone?

Poi, arriva l’alba. Accade all’improvviso. Il sole che spunta da un orizzonte che non avevamo mai nemmeno osservato per sbaglio, i raggi di luce, il paesaggio che si illumina. I rumori che arrivano nitidi e intensi. Il giorno.

Un giorno nuovo. Un giorno che non è oggi, ma è sempre. Un giorno che ci guarda e ci bacia. Un giorno nuovo che ci scrolla di dosso le catene, spalanca le gabbie, interrompe l’assedio. Io sono io. Oggi, io sono io e non ho bisogno di andare al supermercato, non voglio accendere il telefono, non voglio geolocalizzarmi, non voglio interagire, non voglio possedere.

Voglio essere libero per un giorno, fermarmi a parlare con gli sconosciuti per strada, andare a trovare mia madre e fermarmi a chiacchierare, aspettare che il caffè sia pronto, fare quattro passi senza una meta precisa, respirare, mangiare, leggere, pensare, immaginare.

Oggi voglio essere libero. Libero di poter essere me stesso.

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