Lettera

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Mio caro……no
Tesoro……no
H……………………………………………………….no, non voglio usare il tuo nome, mi conosci abbastanza da sapere che non mi piace farlo.
Ti ricordi? Ti avevo avvertito, quando avrei smesso di usare il “tesoro” o “amore mio” tutto sarebbe diventato un problema. Lo dicevo senza neanche crederci, ero convinta che non sarebbe mai accaduto ed, invece, mi ritrovo a conoscere il suono del tuo nome e giocarci attorno come una farfalla su di una corolla.
In questo momento non so neanche per quale motivo ti sto scrivendo, solo per farlo probabilmente, oppure perché la mia malattia sta peggiorando e non riesco davvero a capire cosa fare. Quella buca che avevamo trovato era davvero comoda, di sicuro in quel momento, mi piaceva la vista che avevo da sdraiata.
Sono in una città portuale e rimarrò qui per qualche giorno, in attesa di prendere la nave per raggiungere il porto più vicino. L’ultima volta che ti ho visto anche tu eri sull’acqua, ma non sono troppo sicura che rimanere in sella durante una qualsiasi traversata, sia una buona idea.
Ti prego non fare cose stupide.
Vuoi sapere come lo so? Segreti miei, ti avevo accennato delle mie visioni.
Qui ho degli amici, non molti e probabilmente non li dovrei definire amici. In un certo senso si è stabilita una qualche sorta di affetto, almeno loro non mi hanno fatta ammalare di questa strana cosa, dovrei quasi premiarli.

Ecco lo vedi? Sono cosciente che non vorresti conoscerli, con tutta probabibilità non vorresti neanche sentirne parlare, eppure eccomi qui che tiro fuori l’argomento come se fosse la cosa più normale del mondo. Fino a qualche tempo fa, non mi sarei posta il problema, ma non voglio che parlartene sia un tabù, mi spieghi come dovrei venirne fuori? Non sarebbe un argomento di cui parlare per poter delimitare il campo o quanto meno capire cosa o meno ti infastidisce?
Il buon senso mi indica che per te parlare di ogni cosa potrebbe essere problematico, e questo mi dispiace, ma non voglio esimermi dal poterti parlare di tutto. Non so il dannato perché, ma è così.
Io non sono normale, lo sai che qualcosa in me non funziona come in tutte quelle dolci creature con cui di solito sei più a contatto. Credo si potrebbe definirmi lunatica ed incostante, di frequente non so neanche perché mi vengono in mente certe cose oppure perché mi soffermo a pensare quando so benissimo che tra due minuti, non saprò più cosa mi aveva incuriosita.
Sei sicuro di volere questo?
Ti scrivo perchè ti penso, volevo fartelo sapere. Inoltre, credo che nella situazione che abbiamo “definito” l’ultima volta, sia mio compito farti avere notizie anche se si tratta di discorsi senza senso che potrebbero rattristarti o farti arrabbiare, si può chiamare gelosia questo tuo modo di fare? È forse una forma di incoscienza, la mia?
Mentre sei lì, non stare a pensare a me, se vuoi divertiti e sfogati, sono proprio l’ultima persona per cui dovresti fartene un cruccio, e lì credo abbiate le infermiere e qualche soldato donna. Quello che ti impegna la testa non deve necessariamente frenare il resto, la carne è solo carne e, a volte, ha una volontà tutta propria, soprattutto sotto stress. Cerca solo di non ammalarti, ma nel caso succedesse, dimmelo.

Come stai? Sei stanco? Hai mal di stomaco?
Avrei dovuto dire a Maelestriale di lasciarti qualche fiala di quell’intruglio orribile che mi dà per guarirmi. È buonissimo, difficilmente commestibile ma mi fa bene. Ora ho un intestino pulito come una giornata di primavera, anche se il mio problema persiste. Sono perfettamente cosciente che non ti piace che io definisca la mia situazione una malattia, ma non posso farci nulla. Dalle cose che conosco su questo innamoramento, le persone soffrono, vivono indossando catene invisibili e spesso iniziano a soffrire di miopia e stralunamenti. La cosa orribile è che accade quando le due parti sono insieme e sinceramente non ho voglia di trovarmi in una siffatta situazione, non ti piacerebbe sapere cosa divento quando ho solo voglia di scappare.
Stavo quasi per dimenticarmi, volevo farti una domanda: siete sicuri di non stare andando nella direzione sbagliata? È davvero quello il nostro problema più grave?
Qualche giorno fa ero a nord, rispetto alla tua posizione e la situazione è orribile. Chi di dovere è stato avvisato, ma non so se possono affrontare la questione, vista la loro conformazione sociale.
Ho una cicatrice nuova, se ti interessa te la faccio vedere appena possibile.
In merito alla questione di quelle orribili creature, è necessario, nel caso trovi qualcuno come me o gli oggetti di cui ti ho parlato, che tu li tenga al sicuro. È davvero importante, un giorno ti spiegherò tutto, ma per farlo dovresti essermi vicino. Ti rammento che solo una persona può ucciderti, e quella persona sono io quindi, ti prego, fai in modo di tornare.
Se pensi che possa esserti di un qualche aiuto, ti scrivo appena arrivo nell’altro porto. Inizio a pensare che avrei dovuto dare retta a mio padre quando diceva che dovevo studiare magia, almeno avrei potuto trovare il modo di parlarti.
Ora devo proprio andare, mangia bene e trova la maniera di rilassarti.

Kalé

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