L’arcobaleno nella valigia (Il viaggio delle Nove Lune)

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Eccomi qua, sono un “bambino”; ancora non so se sarò un maschietto o una femminuccia. Sicuramente so di essere un “bimbo Arcobaleno”, ci chiamano così perché arriviamo dopo che mamma e papà hanno subito il dolore della perdita di un nostro fratellino e sorellina (anche se forse erano solo poche cellule), che saranno nostri angeli custodi speciali.

Sono una nuova vita che sta arrivando, quindi anche se c’è paura, non c’è posto per la tristezza.

Cara mamma, lo so che hai mal di stomaco, con papà che ti coccola, ma non posso farci niente, è un modo di trasmettere il mio amore e la mia presenza; io sento il Vostro infinito amore per me. Purtroppo ci tocca sentire anche tutto il resto,dalle persone intorno a noi, mentre cercano di indovinare il mio sesso.

Secondo loro sono un maschietto se non hai nausee, diventi più bella (già sei bellissima), la tua pancia sarà a punta ed io nascerò un pochino prima del tempo. Sarò, invece, una femminuccia se hai tante nausee, metti un pochino di peso in più, la tua pancia sarà tonda ed io nascerò un pochino dopo. Altre cose sono divertenti da sentire del tipo che se hai tante nausee sono capellone, oppure di non comprarmi le tutine gialle altrimenti mi verrà l’ittero; ma soprattutto se hai voglia di qualcosa da mangiare non toccarti.

I discorsi più belli che abbiamo sentito sono quelli sulla Luna.

Su una cosa hanno ragione, il nostro viaggio è durato nove fasi lunari e sta per terminare.

Mamma, papà preparatevi sono il vostro “Arcobaleno” e sto per arrivare.

Foto di Andrea Stöckel-Kowall da Pixabay

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