La tessitrice

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Alle donne messicane, “voce di acqua e filo”, che tessono e ricamano il mondo.

Stendo lenta l’ordito che sarà la mia storia.
Con le mie mani di pace elevo il canto che stenta a uscire dalla gola.
In mille nodi contengo la mia pena e con il pianto lavo il sangue che sgorga dalle dita. Diverrà un cuore o una rosa di spine che risani del cosmo ogni dolore.
In sfumature d’azzurro traccio il cammino all’uccello cantore della vita, orno le trame di fiori che stupiscono i deserti, intreccio nuvole e cielo e mare, archi fra cielo e terra e l’infinito – circolo eterno della nostra vita. Lego principio e fine all’universo, astri raccolti sulla riva di un fiume.

Innalzo canti alla Grande Madre che ci fa seme e frutto e cambiamento.
Sarà veste su un corpo di fanciulla, a tramandare i miei giorni intrecciati all’immoto fluire del tempo.

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