La mia corriera

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La pioggia comincia a battere vicino ai vetri.
Per la strada si sono formate le prime pozzanghere.
Ho ceduto il mio posto a sedere alla prima vecchietta che è salita. E pensare che per accaparrarmelo mi sono preso una gomitata allo stomaco che ancora mi provoca dolore. Ma succede così ogni mattina, per noi ragazzi la battaglia è solo un gioco e la vittoria dura un attimo. E per me dura ancora meno poiché se oggi ho vinto, spesso sono gli altri a gioire. Qualcuno dice che la mia corriera sia un trabiccolo, ma a me piace, specialmente quella con tanti sedili. Poi c’è l’altra, quella arancione, che di sedili ne ha pochi, sembra un corridoio con le vetrate. La mia corriera ha macinato chilometri e raccolto tante storie, storie di ragazzi, storie di anziani, storie di generazioni.

La mia corriera giunge al grande parcheggio dove ci sono le altre che vengono dai paesi limitrofi.
Madidi di sudore e inzuppati d’acqua scendiamo, ci attende la scuola.
Entriamo.
Suona la campanella.
Ognuno al suo posto,
chi a rincorrere i suoi sogni,
chi a rincorrere i suoi guai.

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