In nome della crisi

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Crisi. Hanno imparato tutti la parola magica, crisi! E così che in nome della crisi le aziende falliscono, almeno quelle piccole. Come la mia. Ma quelle grandi, quelle, come le chiamano, internazionali? Quelle no, quelle certamente non falliscono. Quelle secondo me ci sguazzano con la crisi. Anzi, si arricchiscono grazie alla crisi. E’ grazie a questa parola che i più deboli della catena lavorativa muoiono.

I lavoratori perdono diritti, il lavoro è sottopagato. Viene a mancare la sicurezza. Per tutti. E la qualità, dove è finita la qualità? Sono tre mesi che la multinazionale che mi subappalta il lavoro non rispetta i termini per saldare. Non so più come andare avanti. Se per loro esiste la crisi, allora anche io, in nome della crisi, posso smettere di pagare la bolletta. E anche quei quattro fessi che lavorano con me e che hanno continuato a farlo anche se lo stipendio arriva a singhiozzo. E il telefono, perché dovrei pagare la bolletta in anticipo? Anche la mia azienda è in crisi. Io sono in crisi.

In nome della crisi, domani farò una strage. Andrò nella sede della multinazionale ma non farò come le altre volte. Non mi metterò a piangere. Sparerò ai responsabili dell’azienda. Sono proprio curioso di vederli ancora ridermi in faccia quando gli avrò messo la pistola in bocca. Si, domani farò una strage. Siamo gente perbene noi. Ci hanno educato ed insegnato a rispettare le regole. Anche quando le regole a rispettarle sei solo tu. In nome della crisi, e crisi sia!

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