Il sole sugli occhi

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di Paola Lombardi
I raggi del sole le colpiscono le ciglia che restano ostinatamente chiuse malgrado il sonno le abbia abbandonate. Non si muove. Resta nel letto ad occhi chiusi. Aspetta. Aspetta un rumore, un suono, un richiamo. Pensa alle lenzuola fresche, pulite e inamidate. Pensa a sua madre, a sua zia, a quella casa inondata di luce. Ma resta ferma nel letto, con gli occhi chiusi. Aspetta di avere un compito, un ruolo, una identità.

Sente voci arrivare dalla strada. Voci incomprensibili che parlano lingue ignote. I passi nel corridoio, il sole sulle ciglia, sua zia le è davanti e le dice buongiorno. Apre gli occhi e vede il sole sullo sfondo, la città lontana e sua zia in primo piano. Indossa gli abiti di sempre. Il suo volto familiare. Le dice di alzarsi, le chiede come sta. La TV è accesa. Trasmette un programma che forse parla di cucina. Lei non capisce. Guarda sgomenta sua zia nell’appartamento senza tappeti, senza tende, bianco e spoglio. “Imparerai non ti preoccupare. Il tedesco non è così difficile”. Sua zia le sorride. Lei non sa cosa fare. Socchiude le palpebre e si gusta il sole sugli occhi.

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