Il pacco

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Napoli, 19/12/2019
Non sono abituato ma devo pur iniziare da qualche parte. Sono giovane e comincio ad aver bisogno di qualche soldino in più anch’io. Dicono che la società stia cambiando e io la devo seguire. Secondo me è già cambiata. O meglio, è in continuo cambiamento. Lascio stare queste disquisizioni; la verità è che non so fare un pacco, non so come spedirlo e l’unica certezza che ho è che dal sud devo spedirlo al nord dove ci sarà un altro, magari impacciato come me o emozionato, di sicuro in attesa di un qualcosa che gli arriverà solo se risulterà vincente la sua decisione di scommettere sulla mia serietà. E già, perché lui i soldi me li ha spediti prima, tramite bonifico. Funziona così, ho visualizzato la transazione sulla mia home banking stamattina presto. Pensate voi, è più facile per me utilizzare la home banking che fare un pacco. Tempi che cambiano. L’ho già detto? Comunque ero ansioso, non so se per i soldi o perché dovevo fare il pacco. Per un attimo ho sperato pure che non arrivasse mai quel bonifico, forse ero stato troppo audace. Ma non giudicatemi male, ve l’ho detto, è la prima volta. Se sarà l’ultima dipenderà dalla buona riuscita di questa spedizione. Posta o corriere privato? Da Napoli a Milano, voi che avreste fatto? Alla Posta credo di aver beccato il dipendente di turno insoddisfatto o impreparato. Mi ha fatto un prezzo a partire da… Io gli ho fornito misure e peso, perché così avevo letto su internet, e lui continuava a partire da… Il pacco doveva partire da Napoli per arrivare a Milano, non lo ha mica capito o sono io che non ho capito lui. Perplesso mi sono rivolto a una ditta privata e mi hanno accolto bene; è stato bello vederli all’opera con professionalità e tatto. Il prezzo giusto, scontato. Ho pensato che a qualche centinaio di chilometri di distanza c’era un’altra persona come me che vive di emozioni. E che magari si è privata di tanto per comprare una chitarra usata. La immagino contare il tempo, con un nodo alla gola, in attesa di veder sbucare il corriere da un momento all’altro. E sperare di aver fatto bene a fidarsi del sottoscritto, altrimenti oltre il danno la beffa. Magari l’aver scelto di risparmiare non è stato per un fattore economico, ma io sono abituato a esercitare la mia sensibilità. Qualcuno dice che sbaglio, ma non è colpa mia se penso che dall’altra parte ci sia uno come me. Mi viene in mente di pensare a cosa scatta nella mente di chi fa le truffe, che dispiacere per quattro soldi… Sì, fanno comodo sempre, ma non ti cambiano la vita. Provocare un solco profondo nell’altra persona perdendosi l’occasione di renderla invece felice con la propria condotta. A quanto pare è un regalo di Natale che rappresenta anche il sogno di una vita, un acquisto a circa un terzo del prezzo reale. Lo vengo a sapere da un suo messaggio veloce, non mi sono sbagliato. Intanto mi comunicano il numero della spedizione e io lo giro subito a lui, alla persona che dall’altra parte è contenta di sapere che ho spedito il suo pacco un giorno prima del tempo stabilito. È fatta! Soddisfatto di aver imparato come viaggia un pacco, ma ancor di più felice di aver fatto il mio dovere, torno a casa con la speranza che un pezzo della mia vita possa trovare conforto in chi si è impegnato con un piccolo bonifico a completarne l’altro.

Milano, 21/12/2019
Mi hanno rifilato il pacco, ma non era quello che speravo io. Me lo avevano detto che i napoletani sono imbroglioni, sono stato io a non volerci credere. Sto sudando freddo, e il cuore mi batte forte. Ho fatto lo straordinario per tre mesi, mi sono sobbarcato i turni più scomodi. Mia figlia si aspettava un Natale diverso, le sue amiche hanno avuto tutto e di più dalla vita. Si è accontentata di una chitarra usata, che pure se fosse arrivata, non sapevo neanche in che condizione. Chi glielo dice che mi son fatto fregare i soldi quando andrà a vedere sotto l’albero? L’albero mo’, quella vecchia cosa spennacchiata con la serie di lucine di cui ne funziona solo un quarto. Povero me, me lo dicevano i colleghi e gli amici di lasciar stare che internet non era per me… Ma in negozio costava tre volte tanto ed è popolato da stronzi, per non dire altro. In banca però, perché i soldi se li sono presi, loro non lo sapevano che andava a finire così? Non mi hanno detto niente.
È stata una giornata più dura del solito. Mi sono appisolato vicino al camino un attimo ed è successo tutto questo pandemonio. Un incubo. Vado in bagno, mi sciacquo la faccia. Faccio un respiro profondo, e mi giro verso il Gesù Bambino che giace immobile nel presepe della Playmobil che ho raccattato alla discarica qualche anno fa. Mi sembrava ancora in buone condizioni. Ho evitato uno spreco e nel contempo ho ravvivato la mia casa durante le feste. Poi suona il campanello e con grande gioia ritiro il pacco che nascondo giù, tra i miei attrezzi in attesa del Natale. Mi lascio andare in un pianto liberatorio, come quando ero bambino che passavo da solo tutte le feste. Ma non sapevo in che condizioni fosse la chitarra, non sapevo neanche cosa ci fosse in quel pacco, poteva essere anche gomma piuma., pure questo mi avevano detto. Ma dove la trovavo una chitarra a quel prezzo…Purtroppo mi ero impelagato in quell’avventura e dovevo portarla avanti, a mio rischio e pericolo. Potrei aprirla, e se poi? Non ho i soldi per rimediare. È Natale, non mi resta che sperare. E se pure dovesse accadere che accada, se il pacco viene diviso in due si sopporta meglio. Almeno lei apprezzerà le mie buone intenzioni, e pazienza se avrà un papà fesso oltre che povero.
***
E venne il tempo. E vissi la magica notte, con la mia cara figlia finalmente felice con la sua chitarra, fiammante come il fuoco vivo del camino. E le note suonavano il canto più bello di Natale. E poi capii che il vero affare non era la chitarra ma l’aver trovato un ragazzo buono dall’altra parte della barricata, in una città molto più vicina di quello che poteva sembrare. Ed è a lui che ho donato dal mio profondo l’augurio più bello.

Foto di Pexels da Pixabay

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