Un Natale speciale per Clara: Bianca e la sedia a rotelle – parte seconda

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di Assunta Pontone

leggi la prima parte

Ma quella bambina non era stata solo un’ascoltatrice, aveva capito cosa mancava alla donna. Era così piccola, ma le era bastato conoscere per poche settimane Clara per capire quale poteva essere il suo desiderio per Natale.
Ogni sera che il suo papà tornava da lavoro, gli raccontava di nonna Clara e di tutte le sue storie, così chiese al padre se poteva regalarle la sedia a rotelle della sua nonna defunta. Il papà conosceva Bianca, era sì piccola, ma aveva un cuore immenso, le piaceva aiutare i più deboli, così acconsentì. La mattina di Natale Bianca si presentò da Clara con il suo regalo coperto da un lenzuolo.
Clara disse: “Bambina mia cosa c’è lì?”.
“Ѐ per te nonna Clara, era della mia nonna, che ormai non c’è più, ma adesso è tua, perché adesso ho di nuovo una nonna”.
Clara alzò il lenzuolo e scoppiò a piangere, pensando che per la prima volta il suo Natale sarebbe stato come lo aveva sognato.
“Mary hai visto? Sei stata tu complice di questo regalo?”.
“No Clara, non ne sapevo nulla”.
“Vieni qui bambina mia, sali sul letto e abbracciami forte, mi hai reso la nonna più felice del mondo, lo sai?”.

Mary non aveva dato troppo importanza a quel regalo richiesto da sua sorella e forse per la prima volta sentì che era stata egoista, non capì di quanto fosse fortunata lei a non dipendere da nessuno, ad avere due gambe per camminare, e così volle subito rimediare.
“Allora Clara vogliamo andare fuori?”.
“Ora Mary? Dici sul serio?”.
“Certo, oggi è Natale e il tuo desiderio è stato realizzato. Mettiamo subito il cappotto, il cappello e la sciarpa ed andiamo fuori”.
A Clara non sembrò vero che stava accadendo: quando uscì fuori le sembrò che il tempo si era arrestato per secoli, ma adesso riprendeva a scorrere. Osservò gli animali della montagna, gli alberi coperti di neve, le case intorno illuminate, ed i bambini con i loro genitori che realizzavano il loro pupazzo di neve.
Bianca era stata il suo regalo più bello e quella sedia a rotelle avrebbe cambiato le sue giornate.

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