Mbl, il canto ribelle del Basso Lazio

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Ogni luogo ha bisogno di una voce per essere raccontato, ogni territorio ha bisogno di una canzone per essere narrato. Una canzone che parla di tradizioni, di passato, di storie, di vicende umane interpretate da uomini e donne, di parole dimenticate con un ritmo che racconta di boschi, di fughe, di pastori, di greggi e armenti e di mille passati addormentati.

I Musicisti del Basso Lazio hanno trovato le parole per raccontare un territorio di frontiera e i suoi personaggi. Anime di briganti e di emigranti, voci di guerra e di ribellioni. Tarantella ribelle è l’ultimo album che portano in tournée in piazze grandi, piccole, in Italia, all’estero, senza risparmiarsi, con quella gentilezza e quel calore che Benedetto Vecchio, ideatore, autore e interprete degli Mbl riesce a trasmettere sempre dal palco e nella vita.

Benedetto Vecchio
Benedetto Vecchio

Da quanti anni lavori al progetto dei Musicisti del Basso Lazio?

“Sono circa 18 anni, nel 1999 ho iniziato a lavorare su questo progetto per recuperare la musica, la musicalità e le storie di tutto il territorio del Basso Lazio, l’Alto Casertano e l’Alto Molise, zone legate da una stessa tradizione”.

Bendetto Vecchio
Bendetto Vecchio

Una delle particolarità degli Mbl sono i testi e le storie che raccontate. Perché tanta attenzione anche ai personaggi?

“Fin dall’inizio il mio e quello dei musicisti che mi accompagnano è stato un impegno di studio e di ricerca. Non solo delle tradizioni musicali e del recupero di una certa musicalità, ma anche di indagine storica. Nel 2000, scrissi la storia del brigante Colamatteo e poi raccontai delle ‘marocchinate’ con Ballo per l’onore, questi testi furono notati da alcuni docenti universitari e fui contattato dall’Università La Sapienza di Roma per l’importanza che in qualche modo questi brani potevano avere anche dal punto di vista storico. Da quel momento tanti giovani si sono avvicinati alla musica popolare e hanno scoperto tante cose di questa zona franca tra Roma e Napoli, fino ad allora quasi sconosciute. Il Basso Lazio ha una lunga storia legata al sacro, con Montecassino ad esempio, al brigantaggio, e all’artigianato con le liuterie, come quella di Arpino fondata da Luigi Embergher famosa per il mandolino romano. Tradizione di cui io sono erede visto che la mia bisnonna era una Embergher nipote di Luigi”.

L’ispirazione per scrivere alcune storie è arrivata per caso oppure a seguito di uno studio?

“Studiando tantissimo. Sono sempre stato attratto dalla lettura di libri storici e ho approfondito in modo quasi maniacale. Ad esempio, per il brigantaggio già nel 1990 sono venuto nelle zone di Mignano Montelungo, San Pietro Infine, Caspoli, per studiare testi, confrontarmi con i racconti orali, con gli storici locali”.

Gli Mbl si esibiscono a San Pietro Infine lo scorso 11 settembre
Gli Mbl si esibiscono a San Pietro Infine lo scorso 11 settembre

Un brigante al quale hai dato molto risalto è stato Domenico Fuoco.

“Tra le varie letture ho scoperto che Domenico Fuoco di San Pietro Infine, da tagliapietra era inquadrato nella banda di Luigi Alonzi, detto Chiavone, di Sora, quindi legato al brigantaggio legittimista. Faceva parte della seconda compagnia dell’esercito chiavonista e poi, dopo la morte di Chiavone, è diventato il punto di riferimento di tutte le bande dell’Alta terra di Lavoro. Guidava circa 100 briganti e all’occorrenza si univa ad altre bande come quella di Francesco Guerra o di Colamatteo di Colle San Magno, insieme diventavano una forza militare. Ci sono state battaglie importanti come quella di Presenzano che abbiamo raccontato nelle nostre canzoni”.

La musica popolare spesso si associa ai temi briganteschi, invece, gli Mbl hanno saputo dimostrare che la musica popolare può raccontare una grande vastità di vicende e di personaggi. Penso all’album dedicato all’emigrazione.

“In effetti negli anni è stato fatto un percorso importante. Siamo partiti con Danza d’Estate che era una sorta di esplorazione sul territorio fatta con un drone immaginario. Un colpo d’occhio che ci ha trasportato nelle aie del grano dove si suonava, si faceva festa e nei borghi dove si conservavano le superstizioni, e le storie delle streghe. Un disco particolare. Poi, abbiamo intrapreso altri percorsi come l’album dedicato al Natale, per noi molto importante anche per il valore storico-musicale, visto che la tradizione ancora viva delle novene ha permesso di far arrivare fino ai giorni nostri l’utilizzo di strumenti come le zampogne. Me ne vaje è una esplorazione sul tema dell’emigrazione e dell’immigrazione. Terra di fuoco è stato un album composto per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, partendo dal brigantaggio per arrivare alla seconda guerra mondiale. Il filo conduttore è un confine. Infatti, la linea Gustav è stata tracciata, più o meno, lungo lo stesso confine che delimitava lo Stato Pontificio dal Regno delle due Sicilie. Tarantella ribelle è un disco particolare che parla di legalità e bacchetta la classe politica, a cui tengo molto”.

I prossimi progetti?

“Non mi pronuncio sto elaborando delle cose, spero che siano progetti validi. Intanto studio”.

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