La storia di Fortuna Frezza

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La mia prozia Fortunata Frezza, sorella di nonna Luisa, era nata a Colle San Magno nel 1951 ed è morta nel 2013. Per affetto la chiamavamo zia Tina. Si era laureata in medicina giovanissima, poi si era sposata ed aveva avuto due figlie.

Era pediatra, neonatologa e aveva lavorato prima in ospedale e poi in ambulatorio a Roccasecca. Non amava gli sfarzi e gli sprechi. Curava tutti e se vedeva per la strada qualcuno che non aveva nulla, gli regalava, per farlo stare caldo anche il cappotto che indossava, come accadde una volta alla stazione Termini di Roma.

Era disponibile per tutti, sia in ambito medico che fuori dall’orario lavorativo. Regalava tutto a tutti e non faceva pagare le visite mediche. Era conosciuta da tutti per la sua bontà e per la sua generosità.

Ora tutti l’hanno nei cuori per i suoi incredibili gesti. Lei quando sapeva di persone sole o malate, le aiutava, cucinava per loro, portava loro da mangiare, le curava, le lavava e compiva molti gesti di solidarietà. In famiglia dava consigli a tutti ed era presente come mamma, come amica, come zia e come prozia.

Adorava i bambini e faceva molti regali a tutti i nipoti, ma soprattutto a me che ero il suo preferito. Se qualcuno aveva qualche problema lei cercava sempre di aiutarlo. Era affettuosa, gentile con tutte le persone, anche con zingari e sconosciuti. Dopo la sua malattia e morte ha voluto essere sepolta nella terra. Sulla sua tomba ci sono sempre fiori freschi non sappiamo messi da chi. Io ho per lei tanto affetto e ammirazione e non la dimenticherò mai, come non l’hanno dimenticata coloro che l’hanno conosciuta.

Lorenzo Antonio Marsella

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