Il frammento spaziale

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“Dobbiamo fare presto! Dai! Sbrigati!”, Enzo vorrebbe correre a perdifiato, ma è zavorrato da sua moglie Francesca che arranca a fatica. Gli stringe la mano con tutta la forza che ha e non capisce proprio perché suo marito abbia tanta fretta.

“Non ce la faccio, ho il fiatone, mi fa male il fianco. Ti prego, fermiamoci”, Francesca strilla con il poco fiato che le resta. “Ti prego”, e usa le forze che ha per bloccarsi.
Ma niente, Enzo è determinato ad andare avanti, sempre avanti.

Francesca ci prova a correre, ma ha indossato anche i tacchi. D’altronde la messa della notte di Pasqua è un evento mondano in un piccolo paesino come quello dove vivono. E’ andata anche dal parrucchiere per farsi bella per il pranzo di domani, ma stavolta suo marito ha proprio passato il segno. Si è messo in uno stato di agitazione già da venerdì mattina, ma perché poi?

“Dai, ci dobbiamo sbrigare, le chiavi della casa in montagna le hai, vero?”, le urla voltandosi e rallentando leggermente la corsa. Lei annuisce ormai esausta. Finalmente la loro folle corsa è finita, sono arrivati al parcheggio e possono salire in macchina.

“Perché vuoi andare in montagna? Domani c’è il pranzo con i parenti. A che ora dobbiamo alzarci per arrivare in tempo. Ti rendi conto che è una follia?”, Francesca è decisa a far valere le sue ragioni, ma il marito con il fiato grosso mette in moto e si avvia a tutta velocità verso la località di montagna dove hanno una piccola villetta con il giardino.

Il pezzo forte della casa è la tavernetta seminterrata dove di solito organizzano delle belle serate con gli amici. Enzo non dice una parola guida e basta.

“Ma si può sapere cosa dobbiamo fare?”, ormai Francesca ha ripreso fiato e il controllo di sé ed è spazientita e infastidita dal silenzio imperscrutabile del marito. Che gli sarà preso?
Ad un tratto, quando ormai sono in prossimità del bivio che li condurrà a casa, Enzo sbotta: “Sei sempre la solita, se ogni tanto leggessi qualche giornale sapresti che sta per succedere una cosa terribile”.
Francesca sgrana gli occhi: “Sei impazzito?” e se non avesse troppa paura tirerebbe il freno a mano.
“Manca poco ormai, maledetto me che ti ho dato retta e mi sono fatto convincere a non partire prima”, sbraita Enzo.
Francesca è incredula, guarda il marito come si guardano i matti alla stazione ferroviaria. Non ha più forze quando arrivano al cancelletto di casa.
Il marito la strattona per farsi consegnare le chiavi. “Va bene, ci siamo, sono le 2.50, è tutto a posto”, bofonchia tra sé e sé.

Entrano in casa e lui si rifugia immediatamente nella tavernetta. Francesca sbadiglia: “Che fai? Non andiamo a dormire? Domani dovremo alzarci presto per questa tua follia”.
Enzo la guarda come si guardano i bambini che fanno le capriole nelle pozzanghere: “Senti, io resto qui e faresti bene a restarci anche tu. La protezione civile è stata chiara, l’indicazione è quella di stare in luoghi chiusi, nei piani bassi degli edifici e lontano dalle finestre e quindi…”
“Ma cosa blateri, ma cosa vai dicendo? Tu sei impazzito!”, Francesca non ne può più sbadiglia e pensa soltanto al pranzo di Pasqua e al fatto che non vede l’ora di rivedere la cugina Stefania.
“Aspetta, adesso accendiamo la radio e capirai finalmente”.
“Sggrrrrsss…. ricerca segnale…. ssggrrrassss….L’impatto… srrgggttt…. è previsto alle ore 4.50 ora locale. L’Agenzia Spaziale sta monitorando il rientro nell’atmosfera del primo modulo sperimentale cinese Tiangong-1. I frammenti della stazione spaziale potrebbero cadere sul territorio italiano…”
Francesca con un gesto deciso, spegne la radio. “Senti, le probabilità che un frammento precipiti in Italia è dello 0,02%, vuoi che cada un pezzetto di ‘sta cosa cinese proprio qui???? Potevi giocare al gratta e vinci, avresti avuto più possibilità. Io me ne vado a dormire, al più tardi per le 8.30 si parte e fatti trovare pronto con la barba fatta per favore che non mi va di fare brutte figure”.

Enzo scuote il capo: “Tu proprio non vuoi capire…”
“Sei un invasato, sei… Buonanotte!”, strilla infastidita Francesca.

Nel silenzio, si sente in sottofondo la radio accesa e il gracchiante suono della ricerca di segnale, quando finalmente Francesca riesce ad addormentarsi, sente una specie di fischio prolungato e le urla disumane di suo marito. In tutta fretta si alza e corre giù.
“Enzo, cosa succede?”, lui ha gli occhi sbarrati e guarda dalle sopralluci delle scale verso l’esterno. “Che succede? parla!”, ma Enzo riesce solo a puntare il dito fuori.
Francesca vede solo le luci di posizione dell’auto accese e con un sorrisetto: “Hai di nuovo lasciato le luci accese, vero? Forse fai ancora in tempo a spegnerle prima che si scarichi la batteria, ma dovevi proprio urlare così?”.
Enzo accende le luci esterne e Francesca vede, il ramo del pino pericolante del giardino si è spezzato ed è crollato sulla macchina. Giusto al centro.
“Quel maledetto pino, e poi avevi paura del frammento spaziale“.

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