Nelle grotte della valle venne alla luce una bambina

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Nelle grotte della valle venne alla luce una bambina: Domenica Di Stefano.

Era il mese di dicembre del 1943, San Pietro Infine era al centro di una cruenta e sanguinosa battaglia tra tedeschi ed americani, e circa cinquecento persone si erano rifugiate nelle ‘Grotte della Valle’, tra queste vi era anche Dolorosa Vecchiarino, sposata con Antonio Di Stefano, insieme ai figli Giovanni, Nicola, Maria, Lucia, Erminia. Essendo al nono mese di gravidanza, diede alla luce una bambina, la sesta, che chiamò Domenica.

La vita nelle grotte era difficile, senza cibo, senz’acqua, non si respirava perché non c’era lo spazio disponibile per contenere tutti, c’erano pidocchi dappertutto, e Dolorosa era digiuna da giorni con la bambina che piangeva perché aveva fame.

Più passava il tempo e più si aggravava, aveva un nodo alla gola che si restringeva sempre più, non riusciva a ingoiare nemmeno l’acqua.

Il latte non scendeva, essendo denutrita, la bambina si attaccava al seno ma senza esito. Allora Dolorosa mise un contenitore fuori dalla grotta per raccogliere l’acqua piovana, e con un fazzoletto, che imbeveva nell’acqua, bagnava le labbra alla piccola.

Trovò poi nei pressi della grotta, un residuo di semi di peperoncino che qualcuno aveva buttato, si presume la N.D. Irene Biello-Comparelli; Dolorosa lo raccolse e lo masticò lentamente per diverse ore, riuscendo a passare una nuova notte.

Disperata, sfinita e preoccupata per la bambina, non le rimaneva che pregare aspettando la fine. All’improvviso incominciò a sentire degli strani rumori, delle grida, delle voci che invitavano le persone ad uscire dalle grotte.

Erano arrivati i soccorritori, gli americani a liberare la popolazione. Fu una fortuna per Dolorosa perché costoro, le donarono un bel po’ di viveri: latte in polvere, biscotti, tavoletta di cioccolato, caramelle, carne in scatola, formaggi.

Così iniziò pian piano, giorno dopo giorno, a riacquistare appetito e a riprendere le forze necessarie per accudire la sua bambina. Finita la guerra, non essendoci lavoro per lei e per il consorte, decise di espatriare insieme alla sua famiglia in Canada, e precisamente a Montreal, dove vi rimase fino alla fine della sua vita.

Informazioni di visita sul Parco della Memoria di San Pietro Infine sul sito http://www.parcodellamemoriastorica.com/web/
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