Le storie di Palma Lavecchia inaugurano Cassino che legge

img

Il cuore batte forte. Ancora qualche minuto per mettere a punto gli ultimi dettagli. Il pubblico è amichevole, le opere di “Cosmica” esposte regalano un clima particolare, la biblioteca Pietro Malatesta ci accoglie così. Ancora qualche minuto, poi, si inizia. Eccoci, si apre il sipario, metaforico si intende, sulla quinta edizione di Cassino che legge, quest’anno in collaborazione con noi di TanteStorie.it.

E’ l’assessore alla cultura del Comune di Cassino, Danilo Grossi, da buon padrone di casa, a rompere il ghiaccio. Raccontiamo del nostro progetto editoriale, tra il pubblico ci sono anche i nostri autori, anzi, due giovanissime autrici che pubblicano con TanteStorie.it, Antonella Lolli e Assunta Pontone, e poi… poi entriamo in una piazzetta, la piazzetta San Martino, e improvvisamente siamo proiettati indietro nel tempo, fino al 1974.
Inizia il viaggio alla scoperta de Il Principe Anselmo, il terzo romanzo di Palma Lavecchia. L’autrice è radiosa, quando racconta dei suoi personaggi le si illuminano gli occhi. Sono le sue creature, le sente, respira con loro, dà loro una voce.

La trama si dipana nel dialogo a due voci con la giornalista Rita Cacciami, vicedirettore de L’Inchiesta quotidiano. L’autrice e l’intervistatrice mettono da parte i ruoli, e il dialogo si trasforma in una piacevole conversazione con tanti spunti. Emergono i temi forti affrontati con tanta delicatezza dall’autrice, tratteggiati in punta di penna, con rispetto e precisione. Il Principe Anselmo rivela un’anima sofferente e riapre una ferita antica e amara: le marocchinate. Una pagina terribile della storia della Ciociaria taciuta per troppo tempo sulla quale Palma Lavecchia vuole sollevare il velo. L’associazione nazionale vittime delle marocchinate, che dopo oltre settanta anni cerca di raccogliere materiale, documenti e testimonianze, ha apprezzato il romanzo al punto che il presidente nazionale ne ha scritto una toccante postfazione.
Il Principe Anselmo è una storia corale che delinea un’umanità che oggi appare lontana eppure così vicina. I personaggi si muovono nello spazio del confronto rappresentato dalla piazzetta, che costituisce un palcoscenico per raccontare mille trame. Gli intrecci della narrazione conducono il lettore ad affrontare un tema altrettanto difficile come la separazione e l’allontanamento tra un padre e il proprio figlio.

Una storia che invita alla lettura, come vuole essere la rassegna Cassino che legge.
Il prossimo appuntamento sarà per domani, domenica 22 novembre alle 18, con un romanzo autobiografico La ragazza del lago di Massimo Mangiapelo. Il 28 novembre, invece, alle 15 si parlerà di un tema delicato insieme ad Adriana De Gregorio e Mirella Marandola, autrici de La disprassia di un figlio speciale, entrambe presenti all’appuntamento inaugurale di Cassino che legge.
Buona lettura a tutti!

La redazione di Tantestorie.it

stampa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie anche di terze parti per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi