Enrico e i suoi cavalli: gli affreschi di Castello Pandone

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Sembrano radici le fortificazioni su cui si eleva la fortezza del castello Pandone, immerso in un paesaggio segnato dagli uliveti e dalle rocce domina il borgo, i suoi tetti e i suoi campanili.

A Venafro in uno scorcio di Molise che si avventura tra la piana e la montagna sovrastante la fortificazione di origine sannita e poi longobarda si staglia possente.

La forma turrita regala morbidezza e alleggerisce allo sguardo la durezza della pietra. Si sale per una scalinata e si attraversa il ponte di sicurezza per entrare in quello che è stato un castello al tempo degli angioini e per poi diventare, con gli aragonesi, il possedimento della famiglia Pandone.

Varcando il portale nessuno si aspetterebbe di essere ammesso in una corte particolare dove i cavalli sono i beniamini. Si immaginano i nitriti, gli zoccoli lanciati al galoppo, gli sguardi fiduciosi degli animali.

Il piano nobile del castello Pandone svela il suo segreto. Un esperimento di marketing lontano nel tempo. Enrico Pandone trasformò la fortezza in una dimora signorile, ma non solo. Le stanze di rappresentanza hanno affreschi incredibili: raffigurano cavalli bardati per le grandi occasioni e descritti con dovizia di dettagli.

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Un campionario delle bestie migliori dell’allevamento del signore del castello esposto ai visitatori. Per ognuno una didascalia, per ognuno una storia.

Le successive destinazioni del palazzo non hanno cancellato del tutto la passione di Enrico Pandone per il suo allevamento di purosangue. Oggi il castello Pandone conserva non solo gli affreschi degli equini prediletti dell’estroso proprietario della fortezza, restano le tracce dei successivi adattamenti, un teatro come si usava nel 1700, le pietre squadrate, i piani sfalsati e l’eco di antichi fasti non del tutto dimenticati.

Il piano superiore, infatti, ospita una preziosa collezione di opere d’arte provenienti dai depositi dei Musei di Capodimonte e di San Martino a Napoli ma anche della Galleria Nazionale di Arte antica di Roma e dal Palazzo Reale di Caserta.
Una galleria d’arte che crea un percorso emozionante dal VII al XX secolo in questa terra molisana così spartana all’apparenza e così avvincente una volta scoperta.

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