Voli pindarici

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di Laura De Santis
I miei pensieri hanno le ali e solcano il cielo in strabilianti voli pindarici.
Non sono mai stata capace di tenere a freno i pensieri. Nemmeno quando ero bambina, i miei pensieri vagano solitari e liberi nella mia mente, colorano i cieli di mille conversazioni e si librano in altitudine, poi scendono in picchiata e tornano a svettare sulle discussioni degli altri.

Somiglia ad un deficit dell’attenzione, somiglia ad un aprire e chiudere i cassetti della memoria. A volte, mi capita di non poterne fare a meno. Mi basta ascoltare distrattamente una parola pronunciata per caso per iniziare giravolte poetiche o prosaiche in praterie luminose fatte di ricordi, di esperienze, di considerazioni o di citazioni.

Mentre parlo con qualcuno mi sorprendo a vagare con un certo gusto in migliaia di situazioni strane. Rispolvero storie che mi sono appartenute, che ho vissuto in prima persona o che mi sono state raccontate e così mi distraggo.

Non ascolto più veramente cosa dicono intorno a me, mi concentro nei miei pensieri volanti che, a volte, sembrano aquile, a volte, draghi, a volte piccioni. Volo come Pindaro, volo sulle ali della fantasia e coloro anche le conversazioni più banali.

“Che bella giornata oggi”, sento dire da qualcuno e allora sì mi sembra proprio una bella giornata e magari rispondo: “Ah che bello hanno scoperto una nuova cura per la distrofia”. L’interlocutore mi osserva attento e cerca la connessione tra una bella giornata e la cura di una malattia rara. E io non penso nemmeno a dover giustificare il mio percorso mentale, il mio volo pindarico. Però, se ci pensasse bene anche lui, capirebbe che una bella giornata non può essere legata solo ad un effetto climatico, deve per forza avere una connotazione più profonda. Mica il sole basta a farci dire che è una bella giornata!

“Oggi gnocchi!”, dice il ristoratore e io rispondo: “Mia nonna lavava le lenzuola con la cenere”, mi guarda stupito come se avessi detto una follia. E, invece, no, perché mia nonna preparava degli gnocchi buonissimi e lavava le lenzuola con la cenere.

I miei pensieri sono così, solcano i cieli della fantasia avviluppati in leggiadri voli pindarici. Se gli altri non lo capiscono, io cosa posso farci?

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