Telefonata in coda

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di Laura De Santis

Un disguido. A tutti capitano, a tutti possono capitare. Può accadere che si verifichi un errore e che questo errore vada sanato in tutta fretta. Succede a tutti almeno una volta nella vita di dover fare quella telefonata al numero verde di una determinata azienda o di una certa istituzione per far valere i propri diritti.

Anche a Laura è successo di doversi rivolgere all’ufficio clienti per esprimere quantomeno una certa accesa perplessità di fronte ad un conteggio non rispondente ai reali consumi effettuati. Il caso di Laura è un caso semplice. Per errore le sono stati attribuiti costi maggiorati sulla bolletta dell’utenza telefonica e, quando se ne è accorta, ha provato prima una certa dose di rabbia, poi un accenno di disperazione di fronte ai costi che le sono stati attribuiti e, infine, la risolutezza di affrontare il problema. Prendere il toro per le corna, insomma. O meglio, prendere il toro per la cornetta.

Così la malcapitata si è vista obbligata a digitare quel numero verde X per difendere i propri diritti di consumatrice non proprio avveduta.

Si è così ritrovata ad ascoltare una insopportabile musichetta sparata a tutto volume e una altrettanto insopportabile voce metallica che la informava che la sua chiamata era la sesta in coda. Ogni tot minuti, circa tre, secondo i calcoli di Laura, la musica fastidiosa, veniva intervallata dalla formula “la sua è la quinta chiamata in coda“.

Con il telefono in mano e una ottima dose di pazienza, Laura camminava agitata avanti e indietro per la casa, sventolando le bollette del telefonato con la mano libera. Ad ogni minuto trascorso si sentiva sempre più pronta ad affrontare il toro e a ridurlo ad un uggiolante animaletto esangue. Finalmente, la voce metallica l’ha informata che la sua era la prima chiamata in coda e Laura aveva già pronto tutto il discorsetto da rivolgere all’operatore telefonico.

Nel frattempo, la musichetta fastidiosa era appena ripartita e quando era arrivato il momento di far scattare la sua offensiva declaratoria, è accaduto l’inaspettato: brusca fine della telefonata. Senza preavviso, senza nessuna motivazione apparente. Incredula, ma non per questo sconfitta, Laura si è rilanciata all’assalto. Di nuovo, ha digitato il numero scoprendo stavolta che la sua era la quinta telefonata in attesa. Ha cercato di tranquillizzarsi e di aspettare con tutta la pazienza della quale era stata dotata fin dall’infanzia. Dopo un’attesa estenuante, finalmente risponde una voce umana: “Come posso aiutarla?”, e a quel punto Laura si è dimostrata pronta a dichiarare tutta la sua agitazione e il suo fastidio per l’incidente avvenuto alla sua bolletta.

Dopo un lungo sfogo, l’operatrice le risponde: “Per questo tipo di problematica deve rivolgersi all’ufficio contratti. Il numero è 0xxxxxxx. La informo che il servizio è a pagamento, il costo aggiuntivo sarà addebitato sulla sua bolletta. Grazie per averci contattato”.

Laura è rimasta senza parole, o meglio, le parole le sono risalite tutte in gola, peccato che non siano espressioni adatte ad una signora.

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