Tao Tao il supereroe

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Da qualche parte, non è dato sapere con precisione dove è in quale epoca, c’è una città davanti al mare. Nella città, allegra e assolata, vive una creatura fantastica. La creatura si potrebbe definire un supereroe e come tutti gli eroi della fantasia indossa una maschera. Una mascherina nera gli copre gli occhi, ma non li nasconde, piuttosto li svela. E poi una macchia nera confonde la sua bocca e la fa sembrare più grande. Il nostro eroe ha modi eleganti, è ancora giovane e non sa dosare fino in fondo i propri poteri, ma già inizia a saggiarli e a provare le sue peculiarità. Nella città davanti al mare si aggira con grazia e sfodera, all’occorrenza una giocosa spietatezza. È un vero ribelle ma con il cuore tenero. Spunta all’improvviso e si avvicina ai suoi protetti. I suoi passi sono silenziosi, il suo respiro ineffabile, la sua voce ha delle strane frequenze e non tutti gli umani possono interpretarla.
Il nostro supereroe è un combattente per la felicità e non si tira mai indietro.
Vi starete chiedendo ma quale sarà il suo superpotere? È presto detto! Il nostro supereroe, che gli amici intimi chiamano Tao Tao, ha il potere di sussurrare storie. Sì, è proprio così, è un sussurratore di storie, un suggeritore della creatività. Di notte, arriva di soppiatto annunciandosi, però, con l’intenso fragore delle sue fusa, si avvicina quieto con il suo pelo di velluto e sussurra all’orecchio degli umani che ne hanno bisogno, storie fantasiose e suggestive. Così una notte, è arrivato fino a me e mi ha mostrato con immagini fantasmagoriche la vicenda della regina di Nagor, la regina con ali da angelo e lo sguardo di una tigre che amministrava il suo regno facendo ruotare un dado di giada senza numeri. Un’altra notte mi ha raccontato di due buoni amici rimasti separati dall’improvviso crollo del ponte che tagliava in due la città di Asfar. Per diciotto anni rimasero l’uno sulla propria sponda tenendosi compagnia urlando finché ebbero voce e poi lanciandosi segnali fatti col fuoco. Fondarono due comunità e convinsero i loro vicini a mettersi all’opera per ricostruire il ponte. Ci impiegarono otto anni e furono i primi a percorrere la strada per tornare ad abbracciarsi. Rimasero a vivere sul ponte, o almeno così mi ha raccontato Tao Tao. L’ultima notte mi ha raccontato di un ragazzo che costruisce le storie con personaggi inventati. I personaggi, pupazzetti senza anima, grazie al ragazzo prendono vita, si muovono e girano il mondo. Com’è dolce il superpotere del supereroe che vive in una città davanti al mare. Con le sue storie sussurrate consola i solitari, tiene al caldo la fantasia che gli uomini a volte non sanno riconoscere. Con la sua maschera nera e bianca mi osserva curioso, mi poggia una zampetta sul viso e mi rassicura con un miagolio e gli sussurro anche io qualche storia, gli chiedo di prendersi cura del suo amico umano e lui mi garantisce che lo farà. Avete capito no? il nostro Tao Tao è un gatto e come ogni gatto come potrebbe non essere un supereroe?

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