Principianti assoluti

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Coi passi silenziosi e calmi dei sogni a occhi aperti, due adolescenti (un lui e una lei, due lui, due lei? Non è semplice discernere nella notte, tra luci fioche) percorrono lo struscio di una città di provincia di un martedì qualunque, a tarda ora, soli mano per mano e piedi per terra, con ali mercuriali. Da non molto, da pochissimo, si sono scambiati il loro primo bacio, resi più intimi dall’aria tagliente tutt’intorno. Li unisce un istinto naturale ed eterno, il dono dell’affinità e della divergenza, l’infinitezza del possibile della loro stessa età, anche se apparentemente non hanno molto da offrire l’un l’altro, ma hanno ancora tutto da prendersi.

Prima di baciarsi, hanno detto che la vita l’afferreranno insieme, finché staranno insieme il resto andrà al diavolo, finché si sorrideranno non avranno bisogno di altro, e se si amano come si amano, ce la faranno. Continuano la loro lenta passeggiata, sul punto di spiccare un volo e con un senso di sospensione nell’aria, quando improvvise piovono, con la stessa lentezza, quelle che sembrano piccolissime, quasi impercettibili stelle bianche e algide, ma i due non sentono freddo adesso. “Le stelle non dormono mai”, dicono sorridendosi con gli occhi, “le stelle non sono lontane, e stanotte sono scese a far festa”.

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