Pioggia di Etna

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di Vera Cavallaro
Pioggia di Etna su di me mentre aleggia nell’aria il profumo acre della sabbia nera e piccoli frammenti lavici come minuscole meteore in cadenza ritmica piovono sulle valli stanche mentre il sole si arrende all’avanzata di una nube oscura che si espande e si protende verso il mare.

In questo magico scenario il mio sguardo oscilla eccitato e catturato dal gioco di ombre e luci.

Sprazzi di bagliori tra le nuvole scure trovano un varco e si fanno spazio verso il cielo. Annuso questo forte odore di terra e pietra che mi cattura e mi inebria mentre le campagne, i boschi e le case attendono inermi questo manto di polvere scura. Cespugli ridenti di ginestra cresciuti nell’humus lavico accolgono questa pioggia come qualcosa di familiare mentre le farfalle, stordite dal frastuono, si librano fragili nell’aria.

Le terrazze di vigne sparse tra le colline, tra antichi muri e case di pietra, sembrano aspettare queste sabbie di cui sempre si sono nutrite nei secoli come un magico sipario che dal cielo scende sulla terra.

Mentre gli animali impauriti e confusi cercano rifugio tra le tane dentro i buchi di pietra e tra le felci etnee. E tu…Etna fumi impavida e superba come una dea dell’Olimpo e t’innalzi maestosa sulla tua ombra proiettata dal tramonto mentre il tuo profilo si staglia sulle valli fertili come una madre che veglia sui suoi figli. Tra zolle scure di sabbia antica scorgo le orme della gente che mentre si allontana ti interroga confidando devotamente nella saggezza della tua età. E tu dall’alto vigili sui suoi passi frettolosi che sembrano rincorrere quell’unica porzione di sole libera dalle tue piogge. Il sole oramai stanco si stende dietro gli scogli neri lambiti dal mare, dove cespugli incolti si offrono generosi alle danze delle libellule al crepuscolo.

La tua cima domina incontrastata visibile da ogni angolo e circondata, come in ogni primavera, dai frizzanti voli delle rondini migranti e dai leggiadri aironi africani che danzano fino alle tue pendici.

Le leggende si intrecciano ancora con le storie delle genti etnee in quest’angolo di terra mitica. Ma se c’è un luogo ed un tempo ove l’essenza pura del sentimento si staglia in una geometrica prospettiva fino a toccare il nucleo profondo della vita, quel tempo e quel luogo sembra essere qui, adesso. Perché è qui e adesso che questo fenomeno con tutta la sua forza positiva e negativa si offre incontrastato ai nostri sensi riuscendo a diventare parte di noi stessi, della nostra vita e della nostra storia.

Foto di copertina By Angelo T. La Spina (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

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