Nel nostro universo possibile

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Il concetto di eternità ha fatto irruzione nella mia vita una sera d’estate servito da un cameriere distratto. Alla terza pinta di birra ghiacciata si è materializzata l’idea di eternità. Niente a che vedere con allusioni divine. La testa stordita dalla massiccia dose di alcol e gli occhi arrossati dal fumo delle sigarette sono stati i complici dell’Epifania dell’Eternità.

L’istante esatto è rimasto sospeso a mezz’aria, in equilibrio sulla tavola di legno dozzinale. Un attimo, il tempo di sbattere le palpebre ed è avvenuto l’ imponderabile. Il tuo volto si è avvicinato al mio. Con una lentezza irreale, ho visto le tue labbra schiudersi in un sorriso e ho sentito le Erinni annidate nel mio cuore gemere e gridare e scomparire schiacciate dal tuo sguardo. Le tue labbra si sono congiunte con le mie e intorno a noi sembravano stormire migliaia di impalpabili farfalle.

Grani di dolcezza si sono confusi tra le mie labbra e ho chiuso gli occhi strizzandoli forti per vedere le ombre dissolversi e il dolore svanire. In quell’istante ho desiderato credere ciecamente nell’eternità e invocarla affinché ci tenesse stretti in quello stesso abbraccio che ci fondeva. Tra le tue labbra ha fatto irruzione l’idea di eternità nella mia vita.

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