L’ospite inatteso

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di Paola Lombardi
“Spero tu possa trovarti bene, per qualunque cosa puoi chiamarci. Noi dormiamo in fondo al corridoio”. 
“Ti ringrazio. Buonanotte”. 
L’ospite sorridente si allontanò e Rocco rimase da solo. Si guardò intorno e la stanza gli piacque. Era piccola ma confortevole con un grande balcone. Chiuse le imposte rimaste aperte, cercò l’interruttore della lampada accesa, la spense e si addormentò quasi subito forse a causa della stanchezza del viaggio.
Precipitò in un sonno profondo fino a quando ancora nel dormiveglia non gli sembrò di sentire il rumore della porta che si apre. Si disse che stava sognando e riprese sonno.

Dopo qualche tempo percepì uno scalpiccio, come fosse il rumore di piccoli passi rapidi. Non gli diede peso e cercò di dormire ancora. Un verso che somigliava vagamente a quello delle tortore lo svegliò. Stavolta si disse che sarebbe stato meglio accendere la luce. Nella stanza non c’era nulla ma la porta era leggermente socchiusa. Si alzò e la richiuse. Si guardò intorno, non vide nulla e si rimise a letto. Restò in attesa per qualche minuto con la luce accesa e poi si riaddormentò. Nel sonno sentì qualcosa di morbido solleticargli la mano. Qualunque cosa fosse la scostò ma non aprì gli occhi. Pensò di sognare.

Dopo poco sentì il galoppo di un animale nella stanza e tutto d’un tratto sentì un balzo e si ritrovò con qualcosa che si muoveva sul letto. Non riuscendo a trovare l’interruttore della lampada si mosse all’impazzata per gettare a terra l’animale che invece si aggrappò alla sua gamba destra con forti artigli e ad ogni movimento affondava le lunghe zanne. A quel punto iniziò a gridare con tutto il fiato che aveva. Dopo qualche minuto arrivò trafelato il padrone di casa che aprì la porta e accese la luce urlando “che succede?”.

Alla scena che si vide davanti rise. Rocco era paralizzato al letto, urlante e sudato. Sulla coperta ai suoi piedi stava accoccolato il gattino di casa, un cucciolo tigrato che sonnecchiava pigramente. “Scusami Rocco – diceva tra le risa l’ospite – avevo dimenticato di dirti che questa è la stanza preferita di Giorgione il nostro gatto. Di solito dorme qui. Ti piacciono i gatti vero?”

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