Lettera dal futuro

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di Laura De Santis

Anno 3047
Notte

Carissimi tutti,
quando leggerete queste poche righe saprete che il mondo nel quale ho vissuto è scomparso ed io con lui.
All’orizzonte le lune si sono unite già da diverso tempo e l’esplosione che ne è conseguita è stata grande. La nostra comunità ha osservato i fenomeni celesti e alcuni di noi hanno invocato Dio. Il nostro piccolo mondo è privo di strumenti tecnologici. Nella nostra comunità si leggono i segni derivanti dal volo degli uccelli e dal raccolto delle messi. Non abbiamo altro per predire il futuro e capire il presente. Nel nostro mondo usiamo la carta e l’inchiostro per scrivere, viviamo in armonia con la natura e ci spostiamo a piedi.

Ci scaldiamo con il fuoco e ci ammaliamo come tutti gli altri animali. Teniamo la mano ai moribondi e alle partorienti. Non abbiamo ospedali e non conosciamo rimedi al male. L’amore si dimostra con teneri abbracci e il cuore ci si spezza nel petto quando finisce. Ci chiamano primitivi, ma noi viviamo in pace. Desideriamo la felicità e studiamo con assiduità per raggiungerla. L’esplosione delle due lune nel nostro cielo è il segno che il nostro mondo sta per finire.

I fiumi stanno evaporando e al nord i vulcani hanno iniziato ad eruttare. Al sud i deserti avanzano inesorabili. Attendiamo la fine con rassegnazione e ci teniamo vicini con serenità. È il destino dell’uomo. Queste parole sono scritte per lasciare una traccia del nostro mondo. Del nostro piccolo mondo che tanto abbiamo amato e che tanto ci ama. La felicità è l’unico sogno che l’uomo dovrebbe avere.

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