L’aquilone di Pasquetta

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di Paola Caramadre
Le onde si infrangono contro la barriera dolce del bagnasciuga. La sabbia è impregnata di acqua e il sole non basta ancora ad asciugarla.

Il mare ha mille profumi nuovi, in parte parlano dell’inverno, in parte promettono quello che accadrà in estate. E’ una bella giornata e sulla spiaggia siamo in tanti. Ci sono famiglie, coppie di innamorati, gruppi di amici.

E’ un giorno di festa e siamo intorno alla metà degli anni ’80. In Germania c’è ancora il muro di Berlino, in edicola c’è ancora Paese Sera, le gelaterie aprono solo d’estate, i centri commerciali non esistono ancora nel nostro immaginario e nei giorni di festa si va fuori, in campagna, in montagna, al lago, al mare. Si esce senza bisogno di dover comprare nulla, si esce per il piacere di uscire, per il gusto di andare.

Il lunedì dell’Angelo è tra i miei giorni preferiti dell’anno in questa vivace metà degli anni ’80, mio padre è giovane e ha gli occhi più verdi quando guarda il mare. Pasquetta non è abbastanza poetico per definire il lunedì che segue la Pasqua, perché nel mio mondo succede qualcosa di unico.

In occasione di questa festa, tutti i bambini ricevono in regalo le uova di cioccolato. A tutti i bambini piace il cioccolato e a tutti piace immaginare quale potrà essere la sorpresa contenuta nel piccolo involucro di plastica. Sarà un gioco, una macchinina, un pupazzetto, un portachiavi, oppure un modellino da montare, oppure… Per me l’importante è che la carta di alluminio che riveste l’uovo sia bella. Le mie preferite sono le fantasie astratte, colorate, ma senza troppi fiori, non mi piacciono quelle con i personaggi dei cartoni animati, mi piacciono quelle brillanti ricche di disegni e di ghirigori.

Quando arriva il momento di scartare l’uovo di cioccolata sto sempre ben attenta a non far rompere la carta e mi metto subito all’opera per metterla in salvo al riparo da eventuali strappi o rotture. La consegno a mio padre che ne farà il vero regalo di Pasquetta: un aquilone.

Tutti gli anni costruisce una leggera intelaiatura di legno a forma di rombo sulla quale adatta la carta crepitante dell’uovo di Pasqua. Lo spago ancorato ad un pezzettino di legno è il timone dell’oggetto volante. La mattina di Pasquetta si va al mare per provare l’aquilone. Non sono la sola bambina a vedere il suo aquilone librarsi nell’aria. Sulla spiaggia ci sono tanti altri bambini, affiancati dai padri che li aiutano a governare le correnti, che fanno volare i loro aquiloni. Ce ne sono di più grandi, di più piccoli, di più aerodinamici e di più pesanti, ma se c’è la brezza marina, tutti salgono verso il cielo, verso il sole e guardarli è una meraviglia.

La vita sembra leggera, tutto sembra possibile e quei rombi colorati che solcano l’aria sembrano le infinite promesse di tutti i sogni che possiamo a immaginare.

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