La festa

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di Paola Lombardi

Era rimasta seduta sul divano, sembrava impigliata. Indossava ancora il vestito di chiffon, ma alla festa non era mai andata. Si era preparata, era truccata, pettinata, aveva fatto uno sforzo non indifferente rispetto alla sua quotidianità.
Gli altri avrebbero detto che si era lasciata andare. In effetti era così, non si curava affatto del suo aspetto. Per una oscura alchimia la mancanza di cure non si era notata sul suo aspetto che invece sembrava giovane, forte e particolare al punto da attirare l’attenzione. Poi, in maniera del tutto improvvisa era iniziato il decadimento fisico che la mancanza di cure avevano accelerato rendendolo non solo ineluttabile ma anche irreversibile. Gradualmente aveva smesso anche di badare ai gesti quotidiani. Non indossava mai scarpe con i tacchi, non amava indossare monili e orpelli. In una parola sola, era sciatta.
Per andare a quella festa aveva fatto uno sforzo enorme. Aveva scelto un abito per la circostanza, aveva preso anche un paio di scarpe con il tacco alto e sottile e si era truccata come non faceva più da anni. Era andata anche dal parrucchiere, evento ormai rarissimo nella sua vita. Aveva fatto tutto questo con un pizzico di gioia divertita. Suo marito, che era un uomo pratico, l’aveva vista e aveva sorriso per dirle “ma come ti sei combinata?”, la sua voleva essere una innocente battuta per stemperare la tensione visto che non amava le cerimonie. Ma lei la interpretò nel senso letterale dell’affermazione. Si guardò nello specchio e vide le guance cadenti, le rughe intorno alle labbra piene di rossetto, si vide le borse sotto gli occhi e notò che il vestito non le cadeva poi così bene, anzi, faceva tante grinze al giro vita al punto da renderlo ancora più gonfio di quanto già non fosse. Si accorse che i piedi le facevano male e si tolse le scarpe. Le venne da piangere e il trucco compose arabeschi indefiniti sul suo viso. Il marito le chiese “sei pronta?” e lei scosse la testa. “Io non vengo, se vuoi vai tu”. Il marito non aspettava altro. Si affrettò verso il telefono per chiamare gli ospiti e informarli che non sarebbero andati per un imprevisto improvviso e disse anche che si scusava e tutto il resto. Si cambiò in fretta e furia e andò al bar per farsi una birra con gli amici come al solito. Lei rimase con indosso il vestito seduta sul divano. Stava scalza, sembrava come se dovesse decidere cosa fare, sembrava sospesa sul divano. Non decise niente, si limitò a piangere silenziosamente e ad aspettare che arrivasse domani.

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