Il viaggio le passa accanto

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di Laura De Santis

Di fronte a me c’è una ragazza con i lineamenti orientali. Indossa un abito nero a costine di maglina a manica lunga. Le labbra carnose sono illuminate e rese più grandi da un velo di rossetto color mattone. La pelle del viso è liscia priva di segni. Sul suo volto non trascorrono ore né minuti né anni.

Sulla pelle del suo viso non si poserebbero nemmeno le polveri dei secoli. Una linea nera di kajal rimarca il taglio obliquo dei suoi occhi scuri. Tiene la borsa dello stesso colore del rossetto stretta in grembo dalla quale estrae e ripone il cellulare di continuo.

Con il telefono in mano osserva il paesaggio fuori dal finestrino come se cercasse una risposta nel cielo e nei campi che passano veloci e non certo sul display che resta muto.

Il viaggio le passa accanto proprio come il tempo. Non la sfiora, non la incanta, non la tocca. È lei, con la pelle di cipria, ad incantare il tempo e il mio sguardo che finge di ignorarla per sempre.

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