Il pianto di un cucciolo orfano

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“Quante speranze ha di sopravvivere?”, ecco la domanda giusta davanti ad un esserino microscopico, sporco, denutrito e con la pancia gonfia. Non si può nemmeno parlare di possibilità. Davanti a sé questo piccolo esserino non ha che remote speranze. Non sappiamo se sia in grado di sperare, quello che è certo è la sua capacità di piangere disperatamente.
“Quante speranze ha di sopravvivere?”, forse poche, ma basta solo questo per abbandonarlo al suo destino? È in base alle possibilità di successo che ci prendiamo cura di qualcuno?

Il mostriciattolo microscopico e denutrito ha una voce potente che non si può ignorare. E non ha importanza che sia un cucciolo miserevole e che la sua condizione di orfano riduca significativamente la speranza che possa crescere. Il piccolo cucciolo di una specie ancora da codificare, quella degli orfani neonati, piange così forte da costringerti ad ascoltarlo. Ci vorrebbe troppo coraggio per ignorarne il pianto e lasciarlo morire. Così, spinto dalle sue urla che gridano la voglia di vivere ti fai forza, scaldi il latte, prendi il biberon e glielo infili in bocca pensando “Domani è lunedì, andrò al negozio per gatti a comprare il latte senza lattosio”.

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