Il pianeta degli scarafaggi

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Nei suoi primi 4,5 miliardi di anni la Terra non ha mai mostrato un grande interesse per le forme di vita che passeggiano sulla sua superficie e, allo stato attuale delle cose, nulla ci fa pensare che in futuro possa cambiare qualcosa.
Piante e animali sono da sempre ospiti molto discreti, consci del fatto che la loro presenza sul pianeta è determinata dalle proprie capacità di adattamento alle condizioni offerte dalla padrona di casa in quel momento, che peraltro cambiano molto velocemente: nel corso della sua storia ne ha passate tante, la Terra, tra terremoti, maremoti, asteroidi, eruzioni vulcaniche, tempeste di meteoriti e glaciazioni, eppure è ancora qui.
Lo stesso non si può dire dei suoi ospiti invece, che anzi si estinguono con una frequenza molto maggiore.
Va da sé che al pianeta non interessa nulla del riscaldamento globale; è sopravvissuto a disastri naturali di ogni genere, figuriamoci se si spaventa per qualche grado in più. Di certo la Terra non vede alcuna differenza tra distese di sabbia incandescente in cui vivono grossi scarafaggi e foreste piene di scoiattoli e cerbiatti, o immense città popolate da uomini.
Nel 2120 queste cose ormai le hanno capite bene tutti.
Anche Tom, malgrado non sia mai stato pervaso da spirito ecologista, da qualche anno ha iniziato ad imitare i suoi simili.
Nessuno butta più cartacce per strada, la produzione di plastica è ormai nulla, tutti mangiano bio e acquistano prodotti plastic free.
La quotidianità è scandita da piccoli gesti a favore dell’ambiente, che ripetuti su larga scala danno i propri frutti: usare batterie ricaricabili invece delle pile usa e getta, asciugare i panni all’aria aperta, fare la doccia anziché il bagno per risparmiare acqua.
Addirittura si sta attenti a premere il bottone di spegnimento degli apparecchi elettronici per evitare di consumare energia in stand-by e il 97% del fabbisogno energetico è coperto da fonti rinnovabili.
Tom vive in una casetta modesta, ha una moglie e tantissimi figli; da qualche anno ha deciso di vendere la sua auto e andare a lavoro a piedi, un po’ per limitare le emissioni, un po’ per mantenersi in forma e allenare la sua resistenza.
Insomma, nel 2120 per la prima volta la Terra è popolata da una società fondata sullo spirito ecologico.
Nonostante tutti questi accorgimenti e tutte queste precauzioni, però, le temperature continuano ad abbassarsi a velocità allarmanti e la desertificazione è preoccupantemente in calo. I massimi esperti di clima non perdono occasione per ripetere che il raffreddamento globale è oramai inarrestabile ed entro il 2150 le temperature toccheranno i 10 gradi.
Dopo l’ennesimo telegiornale identico al precedente, Tom ci pensa un po’ su, sospira e pensa che in fondo gli basterà prolungare la sua diapausa. Poi si mette a letto, stando ben attento a coprire le sue sei zampe.

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