Il mese di Novembre

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di Emma Fenu
Il soffitto si trasforma in pavimento.
I piedi sembrano sfiorarlo.
La testa tocca la cassa toracica compressa.
Lo stomaco si stringe e sembra annodarsi.
Poi il mondo torna come sempre, l’ordine si ristabilisce.
Ma dura poco: solo una manciata di secondi.
La voglia di compiere un’ennesima capriola è irresistibile.

Tornai a casa saltellando, con il fiatone per le scale e per le risate.
«Oggi è il mio compleanno!», urlai e mi diressi sul mio letto per sfogare la mia gioia in una serie di capriole sempre un po’ più deviate verso sinistra. Una mano mi fermò prima che l’ultima mi facesse precipitare dalla superficie morbida del materasso.
«Non è ancora il tuo compleanno», sorrise mia madre.
«La maestra ha detto che oggi è iniziato il mese di novembre!».
«Ma tu sei nata il venti, amore mio!».
«È fra tanto tempo?».
«Non tanto, non poco».
«Allora farò capriole tutti i giorni, fino all’arrivo del mio compleanno!».
E così feci. Non avevo ancora letto le sessioni di tè del Cappellaio Matto e la donzelletta che vien dalla campagna, eppure avevo chiara l’importanza del festeggiamento del quotidiano e del sapore dolce dell’attesa.

Non ricordo nulla della giornata del mio sesto compleanno.
Forse fu quello in cui ricevetti la maglieria magica di Barbie.
O forse quello in cui tormentai i vicini con la pianola Bontempi.
Tuttavia, mai mi scorderò i venti giorni che lo precedettero: ancora oggi considero l’inizio del mese in cui sono nata una data importante che segna per me l’inizio della stagione che preferisco.
Natale è di tutti, Novembre è solo mio, è il mio regalo.

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