Il mercante d’oro

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Questa è la mia storia, non sono un Re e neanche un pirata. Sono altro, sono molto di più.

Sono un ulivo, quasi secolare; ero un germoglio, ed intorno gli anni ‘40 un contadino si prese cura di me.

Mi piantò vicina una grande casa, quella fu la mia fortuna.

Ricordo ancora i bombardamenti, furono anni duri ma la casa fu la mia protezione. Un po’ di tempo dopo fecero una grande festa, cantavano “libertà, libertà”.

Il “mio contadino” iniziò ad accudirmi: mi annaffiava, copriva le mie radici con la paglia quando faceva freddo, mi concimava, mi ripuliva. Una primavera iniziarono a spuntarmi dei fiori. Iniziai a dare frutti, tondi e neri, in autunno il contadino li raccolse, fu felice e disse che era ricco.

I miei frutti producono olio, “l’Oro dei Campi”, ricchezza per molti nel periodo post-bellico ed in quello attuale. Ogni anno il contadino ripete i suoi riti con amore e dedizione.

Il mio tronco è cresciuto, è forte. In estate ai miei rami attacca l’altalena per far giocare i bambini. Sotto l’ombra delle mie chiome si riposa; si ristora sempre con i miei frutti conservati in salamoia o sotto la cenere.

I miei ramoscelli sono anche usati come simbolo di pace ed è per questo che rispetterò sempre il “mio contadino”, perché mi cura con amore ed io lo ripago col mio “Oro”.

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