Il glicine che fiorisce d’inverno

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di Paola Lombardi

C’è un posto, in un paese lontano, dove cresce una pianta rigogliosa e forte. Da un piccolo e fragile ramoscello, arrivato chissà da dove, in poco tempo è sorto un arbusto florido e tenace.

Si avvinghia alla vita con tutte le sue risorse, si stringe con le sue mille mani di legno e linfa per darsi lo slancio e crescere. Sopravvivere non è mai stata l’ambizione della pianta, ma crescere forte e sana, rivestirsi di foglie di un verde intenso e luminoso e far sgorgare, come una cascata di colore, i suoi grappoli di fiori.

E’ un glicine tra i più belli di tutta la contrada. Fin dal primo giorno in quel terreno, appoggiato ad una rete di confine, la pianta ha dimostrato di avere tanta forza e tanta energia. Vuole diventare grande in fretta.

Nella casa poco distante, vive una bambina che non ha mai potuto vedere i colori, ha una malattia agli occhi e la sua vista è compromessa. Vede solo ombre, grigi e neri.

Tutti, quando passano davanti alla sua casa, pronunciano esclamazioni di ammirazione per quella pianta così rigogliosa e la pianta sembra cullarsi di quelle voci umane di stupore e meraviglia al punto che i grappoli dei suoi fiori si protendono in alto e in basso, come pronunciassero un ‘sì’ muto. La bambina, ogni tanto, quando il glicine è all’apice della fioritura, si avvicina di soppiatto e accarezza quei petali soffici e piccolissimi. Non ne vede il colore, sa che è bellissimo, ma deve accontentarsi del profumo e pensa che il nome ‘glicine’ sia il nome dell’aroma che la pianta emana.

Il glicine le vuole bene, conosce la bambina e si fida delle sue carezze. La consola con i suoi grappoli lucenti di fiori.

Poi, un bel giorno, una scoperta medica importantissima regala una speranza alla bambina. Forse potrà tornare a vedere. Forse… Bisognerà andare lontano, in un’altra città, in un ospedale importante. I suoi genitori sono pronti e la bambina confessa al glicine di avere un po’ di paura. La famigliola resta in ospedale per molto tempo, i mesi trascorrono e arriva l’inverno.

La fioritura del glicine è ormai un ricordo quando finalmente, la bambina torna a casa. Adesso vede bene, distingue tutti i colori e la pianta è felice. Pensa a come fare un regalo alla sua piccola amica e prega con tutte le sue forze la terra di darle nutrimento, il cielo di darle una pioggerella fresca e al ghiaccio di stare alla larga per qualche giorno. Una mattina, la bimba vede tenui gemme violacee brillare tra i rami della pianta, dopo qualche giorno, una rigogliosa cascata di grappoli fioriti l’accoglie festante.

Il glicine è riuscito a fiorire, in pieno inverno, per fare un regalo alla sua giovane amica e farle ammirare il colore radioso dei suoi fiori.

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