I baffi di mia cugina

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di Laura De Santis

Mia cugina è sempre stata una donna intuitiva e perspicace, dotata di uno sviluppato sesto senso. È sempre stato difficile nasconderle un segreto. Nel momento esatto in cui pensavo di essermi innamorata di qualche ragazzino lei se ne accorgeva smascherandomi davanti a tutta la famiglia. Mia cugina non sbagliava mai un pronostico e le sue ipotesi su amori estivi, separazioni e ricongiungimenti si rivelavano immancabilmente vere.

Il sesto senso la guidava consentendole di prevedere anche gli eventi meno felici delle nostre singole vite. Un pomeriggio mi telefonò agitata e con una voce smarrita mi disse: “Vieni subito! Mi sono spuntati i baffi“. Dall’altra parte della cornetta scoppiai a ridere. “Che significa? Che dici? Anche io ho i baffi. Prenoto una ceretta per due?”, le chiesi ridendo. “Non hai capito”, protestò mia cugina che aggiunse agitata: “Devi venire subito da me”.

Rimasi con la cornetta in mano, interdetta. Mi misi in macchina incuriosita. Raggiunsi casa di mia cugina. Suonai e dall’interno una voce sospettosa chiese chi fossi. La chiamai per nome. Lei aprì la porta senza farsi vedere in faccia. Cercai di avvicinarmi, feci domande, pensai ad uno scherzo. Allora si voltò e la vidi in viso in piena luce. Aveva i baffi? Sicuramente era terrorizzata. Ma sul suo volto, nell’area soprastante il labbro superiore non c’erano peli ma… Io stessa ero scioccata. Quelle erano vere e proprie vibrisse feline.

Mia cugina aveva baffi degni di un soriano. Nell’avvicinarmi quei lunghi baffi si mossero nella mia direzione come fossero vivi di una propria vita. Allungai un dito per toccarli e sentii che erano spessi, duttili e forti. Proprio come quelli di un gatto. Ci guardammo. Mia cugina era terrorizzata. Io in stato di choc. Immaginai di andare al supermercato con quei baffi. “Secondo te, si possono tagliare?”, mi chiese preoccupata. “Ho paura di no. I gatti soffrono molto quando si spezzano o glieli stacchi”.

“E adesso come farò?”, si chiese mia cugina. La abbracciai, lei arricciò il naso e mi disse: “Con cosa hai fatto colazione stamattina? Hai un odore pessimo di yogurt e uova”. Ecco, ci mancava anche questa! Pensai. Non bastava il suo sesto senso adesso aveva anche le vibrisse per scrutare meglio nella vita degli altri!

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