Da qualche parte…

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Lo spazio che possono occupare le persone e gli oggetti è relativo. Lo spazio prossemico non è stabilito da nessuna regola e può ridursi sensibilmente al punto da diventare inesistente. Ci sono luoghi, sparsi da qualche parte, dove in case minuscole si stipano decine di persone di età, peso e dimensioni diversi. Lo spazio prossemico, in questi luoghi, smette di essere un problema perché semplicemente non esiste.

Dove non entrerebbe uno spillo, in certi luoghi da qualche parte in Italia, entra un uomo con il suo bagaglio, dove non ci sarebbe spazio per stipare un bicchiere si fa spazio per accogliere un nuovo commensale. Una sfida costante alle leggi della fisica, della gravità e della sociologia. Chi arriva, per la prima volta in questi luoghi, osserva tutto con sospetto e incredulo disappunto. Resta sull’uscio delle porte sempre aperte e mostra gli spigoli del proprio cuore.

Guarda le bocche, gli occhi, osserva i gesti e sente che la diffidenza naturale si fiacca. Sente che il divario si riempie e accetta un bicchiere di vino. Poi si lascia andare e prende posto su una sedia. Il dialetto diventa un canto che parla di accoglienza, il cibo si trasforma in un ponte che conduce alla comprensione e dove non c’era spazio nemmeno per un pensiero si apre il cuore. C’è un posto da qualche parte in Italia dove anche gli estranei si sentono a casa e dove l’ospitalità è la sola legge.

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