Breve storia di un bacio

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di Laura De Santis

Nel 1970 Stefano era poco più di un bambino. Quell’inverno conobbe una nuova compagna di classe e dal primo istante pensò che quella ragazzina sarebbe diventata la sua fidanzata e le avrebbe dato il suo primo bacio.

Stefano pensò a come fare per corteggiare la sua nuova compagna di classe. Iniziò a preparle i riassunti delle lezioni di storia e geografia pensando così di fare breccia nel suo cuore. Elena, questo il nome della ragazzina, si mostrò entusiasta delle sue attenzioni. In breve tempo divennero inseparabili, ma Stefano non riusciva proprio a decidersi a fare il passo in più che anche suo fratello gli aveva consigliato. Ogni volta che Elena si metteva i capelli dietro l’orecchio, e lo faceva abbastanza spesso, Stefano pensava che l’avrebbe baciata. Non ci riuscì mai.

In primavera poco prima che la scuola finisse la famiglia di Elena si trasferì in un’altra città. Stefano ci rimase male e nemmeno al momento dell’addio ebbe il coraggio di baciarla come sognava. Stefano dimenticò quasi del tutto la sua compagna di classe.

Fino all’estate del 1998. Era al mare insieme alla sua famiglia. Sua moglie e i suoi due bambini erano rimasti sotto l’ombrellone e lui pensò di fare una passeggiata sul lungomare. Aveva proprio voglia di un gelato. Si fermò in un bar con le finestre azzurre e una barca, altrettanto azzurra, ormeggiata nella sabbia accanto all’ingresso. Sentì una leggera brezza sfiorargli i capelli, vide una donna più o meno della sua età seduta ad un tavolo sotto il porticato in penombra. La osservò per un istante, lei si ravviò i capelli biondi e sottili. Stefano sentì un tuffo al cuore, riconobbe quel gesto, la guardò meglio, si fece coraggio, quel coraggio che da bambino non aveva mai avuto. Si avvicinò e la chiamò per nome con un sussurro. Elena lo guardò. Non lo riconobbe. Lui le disse “Sono Stefano, il tuo compagno di classe in prima media…”, lei sorrise guardandolo meglio. Stefano prese tutto il suo coraggio, anche quello che non aveva avuto ad undici anni, e si sporse verso il tavolino per imprimere un leggerissimo bacio sulle labbra morbide di Elena. “Scusami, volevo farlo dalla prima volta che ti ho visto”. Elena continuò a sorridere come si fa con i pazzi. Stefano non riuscì a dire altro. Scappò via ridendo come un matto per quel bacio immaginato per tanto tempo.

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