Occidente e Oriente nel contrasto delle contraddizioni di La vita lontana di Paolo Pecere

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Luoghi che si avvicinano e si allontanano, l’Occidente diventa Oriente e viceversa. Il tempo è il nostro tempo, un tempo fatto di rese, di esempi scadenti, di voci controverse e di episodi contraddittori. Al centro della narrazione, una donna, Dora, un marito che si allontana restando presente e i due figli, due gemelli che sembrano l’uno l’antitesi dell’altro. Nel mezzo, una Roma sconfitta e un Oriente fatto di odori, profumi, contrasti evidenti. Racconta di questo La vita lontana il romanzo di Paolo Pecere, filosofo e narratore che non lascia nessuna parola al caso né al compiacimento letterario. La vita lontana è stato l’occasione per incontrare un sentiero costruito da voci policromatiche. Nella sede dell’associazione Pentacromo, è stato presentato il romanzo di Paolo Pecere che è docente all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale. A sviscerare il mondo del viaggio di La vita lontana è stato Francesco Giampietri, affettuoso lettore e narratore a sua volta che insieme all’autore ha analizzato la trama del romanzo e la sua struttura. Un cammino attraverso luoghi, volti, storie. Storie private che riflettono storie globali attraversando le parole di Dora, voce narrante di parte del romanzo interpretata con vigore e intensità da Vera Cavallaro. Per l’occasione ad accompagnare le incursioni di Vera nelle pagine del romanzo è stata la chitarra sapiente del maestro Alessandro Minci. Un suggestivo viaggio nelle pagine de La Vita Lontana edito da LiberAria editrice.

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