A Pietravairano il teatro-santuario sospeso nel vuoto

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di Paola Caramadre e Antonio Nardelli

Una poiana veleggia con le sue ali potenti, muta e silenziosa, disegna, in volo, cerchi concentrici. Il silenzio è graffiato appena dai versi dei piccoli esseri viventi, le lucertole corrono veloci sulle pietre alla ricerca del calore. Tutto è sospeso nell’assenza del tempo. Il paesaggio si impone allo sguardo, le sagome di montagne lontane, le forme di paesi, città, monumenti nelle pianure circostanti o issate su costoni di rocce eterne si definiscono in cerchio. Castelli, conventi, campanili, chiese spiccano in basso e intorno, ricordando la furia della storia e l’ineluttabile corsa del tempo, ma qui, in questa altura sospesa nel vuoto, che domina il resto del paesaggio, l’eternità è la sola unità di misura.

A Pietravairano, regione storica del Sannio, issato sul Monte San Nicola si stagliano i resti di un monumento suggestivo e straordinario risalente al II-I secolo avanti Cristo. Un teatro di piccole dimensioni, con orchestra, proscenio e cavea, sovrastato da un tempio a tre celle, definito di tipo “tuscanico“. Le due componenti, sarebbero contemporanee tra loro, e realizzate come un unico complesso religioso. La struttura, della quale restano soltanto le fondamenta e qualche residuo murario, è stata oggetto dal 2002 di un complesso intervento di restauro e ricostruzione, ancora in corso, che ha suscitato estremo interesse nella comunità scientifica e tra gli appassionati di storia.

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Il luogo è straordinario, il monumento sacro-religioso è come sospeso e senza tempo. Issato sulla roccia di Monte San Nicola, sembra librarsi come una poiana in volo, o come l’anima del fedele che si inoltra in un cammino di conoscenza e di devozione.

Salire fino al “teatro ritrovato“, come è stato definito, è un’esperienza naturalistica interessante. Si arriva fino alla sommità di località San Nicola a piedi, attraverso un sentiero ben tenuto immerso nella macchia mediterranea. Il sentiero è facile e sulla strada ci sono delle panche dove poter sostare per ammirare il paesaggio.

Dopo l’ultimo tratto di percorso in salita, si raggiunge la sommità e ci si trova direttamente nell’orchestra, le gradinate sembrano muoversi rapidamente sotto lo sguardo, oltre l’orchestra, il proscenio e ancora oltre una terrazza, sostenuta da torrioni che si protendono nel vuoto. Risalendo la cavea, si raggiunge il santuario che, a sua volta, appare sospeso. Lo sguardo si perde alla ricerca di punti fermi. Si domina il paesaggio, paesi, città, pianure, coltivazioni, monumenti, si inseguono l’un l’altro.

Il teatro-santurio di Pietravairano è ancora al centro di studi e di ricerche. Il cantiere degli interventi di scavo e di recupero è solo temporaneamente sospeso per riprendere il prossimo mese. I lavori sono condotti in stretta sinergia tra il Comune di Pietravairano, la Soprintendenza per i beni archeologici e l’Università del Salento.

La poiana si libra nel cielo ed è il volo la chiave di volta per il ritrovamente del sito di Pietravairano. Infatti, soltanto all’inizio degli anni 2000, lo studioso locale, appassionato di volo, Nicolino Lombardi, sorvolando il monte ha notato qualcosa di particolare, le rocce affioranti gli hanno ricordato quel teatro che cercava da anni in altre zone dell’Alto Casertano. Le foto aeree scattate in quella circostanza hanno permesso di avviare gli studi e le ricerche sul sito e far riemergere il teatro-santuario di Monte San Nicola.

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