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Non recidere forbic…

Non recidere forbic… Pubblciato il 29/07/2017

di Antonella Branca
Sono state il tormento di ogni ragazzino a scuola. Chi di noi, con educazione, non ha chiesto al compagno di banco: “Che mi presti la forbice?” Subito, arrivava il grido dell’insegnante che diceva: “Si dice LE FORBICI”.

Su quest’argomento sono sempre stata neutrale, affidandomi a quello insegnatomi.

Pure il grande Montale in una sua celebre opera usa il termine forbice per indicare il tempo che passa, e lui è un premio Nobel.

Il termine col finale in –ce è usato anche dai giornalisti nelle maratone elettorali per indicare il divario di voti tra una coalizione e l’altra; poi anche Edward nel film aveva le mani di forbice; se poi a quest’ultima parola si aggiunge “taglia”, viene fuori un animale, ma sempre con la parola –ce finale.

Googolando per cercare la differenza tra le due parole, relativamente alla voce Forbici ho trovato un film dal titolo Scissor, una “crisi delle forbici” avvenuta negli anni venti in Unione Sovietica.

La cosa molto singolare è come il termine forbici sia molto usato nelle credenze popolari; c’è chi sostiene che vadano appese in casa, chi dice che se una donna incinta le lancia a terra, dal modo in cui si presentano (aperte o chiuse) svelino il sesso del nascituro (meglio fare un’ecografia).

Altri sostengono che nel giorno del fatidico sì, lo sposo debba tenerne un paio in tasca contro invidia e malelingue; e per scacciare del tutto la negatività meglio metterle anche nel letto degli sposini, magari senza dirglielo. Poi sempre nel rito matrimoniale le forbici sono usate per il taglio del nastro a indicare che si da un taglio al passato e si va verso un futuro diverso; oppure sono usate per il taglio della cravatta, dello sposo, per opera dei suoi amici che ne offriranno un pezzetto ai commensali, in cambio di un’offerta. Quest’ultima un tempo serviva per permettere alla famiglia appena nata di far fronte alle prime esigenze economiche.

Quindi il ruolo principale di quest’oggetto, al di là del come si pronunci, è il taglio; con quello del cordone ombelicale inizia la vita, mentre, le forbici del contadino recidono nella potatura i rami secchi per rigenerare le piante.

Com’era il gioco della morra cinese?
“SASSO, CARTA,…………………………..FORBICE O FORBICI?”

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