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Il mosaico dell’Epifania di Teanum Sidicinum

Il mosaico con la più antica raffigurazione musiva dell’adorazione dei Magi di Teanum Sidicinum

Il mosaico con la più antica raffigurazione musiva dell’adorazione dei Magi di Teanum Sidicinum

Una figura femminile, imponente, imprime la sua forma nello spazio del museo come se fosse una guardiana. Ex voto, vasi, lampade, oggetti di uso comune e ori richiamano l’attenzione come fossero testimoni di una storia muta e incomprensibile. Alla terracotta sono affidate le forme di animali, uomini, ma soprattutto di donne. Un’infinita sequenza di piccole raffigurazioni femminili, madri che allattano, donne incinte e poi parti anatomiche, mammelle e uteri. Tutto è particolare, rimanda a dee senza nome, remote e ancestrali.

Della terra dei Sidicini, che trovano racconto nell’Eneide, restano oggetti votivi dedicati a divinità mai svelate, corredi funerari e suppellettili di vario genere che testimoniano una lunga storia disseminata per quasi tre millenni in questa regione che oggi è detta Alto Casertano.

Il museo archeologico di Teanum Sidicinum è stato realizzato all’interno di un edificio di età medievale detto del Loggione e Cavallerizza e ancora oggi si possono notare delle nicchie lungo le pareti che un tempo servivano ad alloggiare i cavalli. La struttura medievale sembra il filo conduttore di una narrazione che segue, nello spazio di sette sale diverse, l’andamento cronologico che affonda le radici nel tempo del mito, dall’VIII secolo a.C. fino al VII secolo d.C.

Il museo archeologico di Teanum Sidicinum

Nel museo non ci sono visitatori ed è come avere il privilegio di intrecciare un dialogo con i tanti reperti e con le loro storie, con l’affascinante mondo culturale della popolazione sidicina così bizzarro per forme e contenuti da essere inusuale e complesso nello stesso tempo. È nell’ultima sala che si trova esposto un oggetto che ha dell’incredibile. Con minuscole tessere è disegnata una scena religiosa. I colori sono vivaci, richiamano l’oro, le figure sono leggibili, almeno in larga parte. Al centro si vede una figura femminile con in braccio un bambino. Al fianco sinistro c’è un uomo, nascosti dalle lesioni del tempo, forse altre due rappresentazioni di santi.

Alla destra della donna con il bambino ci sono tre sagome che indossano brillanti copricapi, forse corone. Il primo è già vicino alla testa del neonato e sembra sussurrare qualche augurio. Si tratta della più antica raffigurazione musiva dell’adorazione dei Magi. Il reperto è datato al 350 d.C. ed è stato rinvenuto nel 1906 in località Sant’Amasio. La scena inserita all’interno di un motivo decorativo presenta un’iscrizione che la descrive come un dono alla memoria della defunta moglie Felicita, da parte Geminio Felice, appartenente alla facoltosa Gens Geminia.

Una veduta di Teano
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