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Uno è il mare

Uno è il mare. Non conta se lo chiami MEDITERRANEO o PACIFICO, o AZOV. Il mare è uno. Acqua. È lì che siamo nati e, a volte, moriamo. Naufraghi di terza classe in navi di lusso o ammucchiati su zattere impossibili.
La bussola è sempre la stessa. Speranza, la chiamano. Avvenire, fuga, sempre. Da che cosa? Dalla fame, dalla guerra, dal tradimento, dall’orrore? Da tutto questo e anche di più. L’altro nome è nostalgia.

Una striscia lunga di sabbia, dune, macchia. Un’acqua che a quest’ora non ha colore.
Un vecchio e un uomo, poco più di un ragazzo. Passeggiano sulla spiaggia. Si fermano. Guardano lontano. Ricordano.
Si passano accanto, indifferenti.
Ognuno con la sua storia, che è quasi la stessa.

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