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Una candela

di Paola Lombardi
Accendo una candela per pregare. Nelle chiese ci sono tante piccole luci che brillano e si muovono al minimo soffio di vento. Saranno così anche le anime, fragili, in costante movimento, rischiano di spegnersi ad ogni movimento. Le candele sono una metafora con la loro flebile fiamma che non illumina, lascia immaginare. Eppure, bastano quelle minuscole lucine fluttuanti per accendere una luce più grande, quella della speranza.

Accendo una candela anche io. Permetto alla fiamma di fare luce, consento all’anima di tornare a credere in qualcosa di più alto, di più profondo.

Accendo una candela, do voce ad una preghiera che altrimenti non saprebbe come esprimersi. Accendo un’altra candela e rinnovo un voto alla speranza.

Sono sola, ma cosa importa? Ho una preghiera che illumina il mio cammino, ho una speranza che accende il mio buio. Posso credere, posso farcela, posso andare ancora avanti.

Accendo una candela, sorrido. E’ solo una tra migliaia di altre fiammelle, ma è la mia e non si spegnerà.

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