Le pizze fritte

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di Laura De Santis

All’improvviso si fece il silenzio nella sua mente. La ridda forsennata di pensieri che lo aveva travolto si placò. Il dolore, l’angoscia e le generiche preoccupazioni che lo avvinghiavano si zittirono tutto d’un colpo. Fu un istante. Avrebbe desiderato piangere, per questo aveva fermato l’auto sul ciglio di una piazza sconosciuta. Aveva accostato, spento il motore e appoggiato entrambe le mani sul volante. Come preda di un malore crollò la testa contro le sue stesse mani. Sarebbe scoppiato in lacrime.

Un fascio di luce lo illuminò per un istante e allora alzò gli occhi. Come un miraggio, nella piazza quasi deserta vide un chioschetto improvvisato illuminato con un paio di lampadine al tungsteno. Sopra la testa di tre donne con gli occhi vitrei penzolava la scritta “pizze fritte“. Le lettere rosse attirarono tutta la sua attenzione. Non vide la chiesa attigua gremita fino alle scale, non vide il falò acceso al centro della piazza, non si accorse delle bancarelle allestite. Vide solo quella scritta e riassaporò i momenti migliori della sua vita. Scese dall’auto, sbatté la portiera e si avviò verso quelle tre donne imbronciate.

Arrivato al cospetto di quelle figure vestite di bianco, chiese una pizza fritta. Se pure gli avessero detto che costavano 100 euro l’una, li avrebbe tirati fuori senza battere ciglio. Una delle donne gli porse la pizza e lui l’addentò subito. Così calda, fragrante e grondante olio bollente, la pizza fritta lo riaccolse con il suo sapore antico. La divorò e si rese conto di avere fame. Con la bocca lucida di olio biascicò: “Un’altra, per favore”. La donna gliela porse e lui balbettò: “Buone”. Le tre donne gli sorrisero “Prenda, prenda pure. È festa!” gli dissero. Proprio come quando era bambino.

“È festa”, rispose di rimando addentando un lembo soffice della pizza, così lucida e perfetta, con i bordi fragranti e gonfi e il centro leggermente croccante. Pizze fritte stese a mano, fatte con le mani, fatte con il cuore. Non era certo di non avere vie d’uscita. Non era più così sicuro di essere disperato. “Grazie”, disse alle tre donne che lo guardarono con amicizia e gli offrirono un bicchiere di vino nero. “Si riposi, beva”, lo rassicurarono. E lui bevve e brindò e una piccola lacrima di tenerezza gli solcò la guancia. “Non è finita”, si disse rasserenato,  con le mani unte e le papille gustative in festa.

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